Arpuilles, Uniti a sinistra: «Stop ad antenne per le telecomunicazioni alte 30 metri»
L'alleanza formata da Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista interviene sulla querelle di Arpuilles che ha portato alla nascita anche del comitato La Voix du Pays ed estende il discorso a tutta la Vale d'Aosta
Stop ad antenne per le telecomunicazioni alte più di 30 metri. L’alleanza Uniti a Sinistra prende spunto da Arpuilles, ma allarga a tutta la Valle la battaglia contro la volontà di installare impianti impattanti.
Arpuilles: Uniti a Sinistra appoggia La Voix du Pays
Partendo proprio dall’esperienza di Arpuilles, dove è in corso una diatriba per un progetto che prevede l’installazione di una antenna per le telecomunicazioni di oltre 30 metri, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista si schirano a favore del comitato La Voix du Pays, ricordando come sia fondamentale «la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che incidono sulla qualità dell’ambiente, sulla forma del paesaggio e sulla struttura sociale della vita delle comunità locali».
Uniti a Sinistra, però, evidenzia anche le dichiarazioni del sindaco di Aosta Raffaele Rocco, che ha sottolineato come l’iter per le autorizzazioni sia ancora in corso.
«Questo significa che vi è ancora lo spazio per un confronto serio, approfondito e partecipato per la pianificazione territoriale, nel quale possano essere valutate tutte le possibili alternative» continua il comunicato.
Arpuilles: «Stop antenne per le telecomunicazioni di 30 metri»
Ma la vicenda di Arpuilles, per Uniti a Sinistra, è l’occasione per allargare il dibattito a tutta la Valle.
«In paesini di montagna dove l’edificio più alto è il campanile della chiesa, alto poco più di 10 metri, non dovrebbero più essere realizzati impianti per telecomunicazioni con strutture da 30 metri di altezza – continua l’alleanza -. Lo sviluppo tecnologico oggi mette a disposizione soluzioni sempre più evolute, efficienti e meno impattanti, che consentono di garantire la qualità dei servizi senza compromettere l’ambiente, il paesaggio e l’identità sociale dei luoghi. In una regione di montagna il valore dell’ambiente, del paesaggio e della coesione delle piccole comunità deve rappresentare il criterio guida di ogni scelta infrastrutturale. È necessario promuovere un modello di sviluppo capace di coniugare innovazione tecnologica e tutela del territorio, privilegiando soluzioni diffuse, integrate e compatibili con il contesto ambientale e sociale».
(al.bi.)

