Olio italiano in Gdo, volumi +6% nel secondo semestre
Roma, 21 lug. (askanews) – Segnali di ripresa dell’olio italiano sugli scaffali dei supermercati nel secondo trimestre del 2026, dopo un primo semestre ancora in flessione. Se infatti nei primi sei mesi dell’anno le vendite di olio nazionale si sono fermate a 57 milioni di litri, contro i 62 milioni dello stesso periodo del 2025, con un calo del fatturato di quasi 100 milioni di euro, tra aprile e giugno i volumi sono tornati a crescere, passando da 37,1 milioni di litri del secondo trimestre 2025 a 39,5 milioni di litri nel 2026, mettendo a segno un +6% secondo i dati Nielsen. Un dato ancor più importante se si considera che, nello stesso periodo, le vendite di olio comunitario sono diminuite del 3%, con i volumi scesi da 130,6 milioni di litri del secondo trimestre 2025 a 126,8 milioni di litri dello stesso periodo del 2026.
A evidenziarlo è l’elaborazione dati dell’Osservatorio Sol Expo-Teatro Naturale, che monitora l’andamento del settore rappresentato dalla rassegna di Veronafiere dedicata all’olio d’oliva, in programma dal 28 febbraio al 2 marzo 2027.
L’aumento dei volumi di olio italiano venduti nella Grande Distribuzione, però, non ha dato una boccata d’ossigeno al mondo della produzione che vede le giacenze rimanere alte, essendo passate dalle 134mila tonnellate di aprile alle 112mila tonnellate di giugno secondo i dati del report Frantoio Italia dell’ICQRF. Vendite per poco più di 7mila tonnellate al mese, contro la media di 10-11 mila tonnellate degli ultimi 5 anni. A preoccupare ancor più il mondo olivicolo-oleario italiano è però la tendenza dei prezzi, praticamente dimezzatisi all’ingrosso rispetto a un anno fa, anche se il trend ancora non si manifesta a scaffale, con il prezzo che è calato a 10,79 euro/litro (-8%) a giugno rispetto a un anno fa, anche se stanno diventano più frequenti promozioni a 6,99-7,99 euro/litro.
L’aumento dei volumi, quindi, non ha fatto incrementare i fatturati a scaffale per il comparto olivicolo nazionale, scesi da 433 milioni di euro del secondo trimestre 2025 ai 428 milioni di euro dello stesso periodo del 2026. Peggio, a causa del calo dei prezzi, ha fatto il fatturato in Grande Distribuzione dell’olio comunitario, sceso dai 1,44 miliardi di euro del secondo trimestre 2025 ai 1,27 miliardi di euro dello stesso periodo del 2026. Segnali in chiaroscuro, quindi, per l’olio di oliva, con l’extravergine italiano che si difende meglio rispetto a quello di origine europea, ma con un valore aggiunto che diminuisce a fronte invece di costi produttivi in continuo aumento.
