Iran, escalation sul fronte iracheno, Trump furioso per attacchi alla Giordania
AskaNews
di admin Administrator  
il 29/07/2026

Iran, escalation sul fronte iracheno, Trump furioso per attacchi alla Giordania

Roma, 29 lug. (askanews) – La fragile tregua che per alcuni giorni aveva interessato il Golfo Persico sembra ormai essersi dissolta. A segnalarne la fine sono i nuovi attacchi condotti da Stati Uniti e Arabia Saudita contro obiettivi in Iraq, mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver intercettato missili lanciati dall’Iran contro basi militari statunitensi in Giordania. Commentando la nuova escalation, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato a Fox News che le forze armate americane “massacreranno” l’Iran, sostenendo inoltre che le forze armate statunitensi hanno colpito l’Iraq in quanto l’azione in Giordania è stata svolta in “coordinamento” con il governo iracheno.

Questa mattina il ministero della Difesa saudita ha annunciato che le proprie forze armate, in coordinamento con il Centcom, hanno condotto attacchi contro gruppi sostenuti dall’Iran in Iraq, in risposta ai raid con droni contro gli impianti petroliferi sauditi. Il Centcom ha confermato l’operazione congiunta, affermando che gli obiettivi erano gruppi “allineati all’Iran” che, secondo Washington, avevano attaccato le forze statunitensi e le infrastrutture energetiche saudite su ordine delle Guardie della Rivoluzione iraniane.

Secondo quanto riferisce l’esercito statunitense in Medio Oriente, la risposta condivisa con Riyad si è resa necessaria in quanto i gruppi filoiraniani in Iraq avrebbero condotto “30 attacchi con droni diretti dalle Guardie Rivoluzionarie” in 72 ore. Mentre i pasdaran hanno legittimato il loro intervento in Giordania “in risposta agli atti di aggressione dell’esercito americano, responsabile dell’uccisione di bambini”.

Il raid promosso da Riyad e Washington è stato definito dalle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) irachene, un gruppo paramilitare dominato da milizie sciite sostenute dall’Iran, come una “grave escalation” che ha provocato la morte di almeno 20 dei loro membri. Un’azione che ha visto la decisa indignazione del governo di Baghdad, il quale ha sostenuto che l’attacco promosso è stato “una palese violazione della sovranità territoriale del Paese”.

“La Presidenza della Repubblica condanna il bombardamento che ha colpito le sedi delle Forze di Mobilitazione Popolare in diverse aree, causando la morte e il ferimento di numerosi membri del personale. Ritiene che si tratti di un attacco inaccettabile, di una flagrante violazione della sovranità dell’Iraq e di un’aggressione contro le sue istituzioni ufficiali di sicurezza, in violazione delle norme del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”, ha comunicato la presidenza della Repubblica irachena, in un comunicato stampa.In questo contesto, il primo ministro iracheno Ali Al-Zaidi ha rinviato una visita programmata a Riyad, dopo l’iniziativa coordinata tra americani e sauditi contro le milizie irachene sostenute dall’Iran nella notte. La visita di Al-Zaidi “è stata rinviata alla luce degli eventi odierni”, ha dichiarato una fonte alla CNN, aggiungendo che il rinvio “è stato richiesto dalla parte irachena”. Il primo ministro iracheno, il quale era stato ricevuto anche dal presidente statunitense alla Casa Bianca qualche giorno fa, avrebbe dovuto recarsi in Arabia Saudita domani per una visita ufficiale.

Ad alimentare ulteriormente le tensioni nel Golfo, allontanando la prospettiva di una concreta ripresa dei negoziati, ha contribuito anche la decisione di Teheran di respingere la proposta avanzata dall’Oman per una gestione congiunta dello Stretto di Hormuz. Di conseguenza, nonostante il presidente statunitense Trump continui a sostenere che il dialogo tra le parti sia ancora aperto, il rischio di una nuova escalation regionale appare sempre più concreto.

A smentire la narrativa della Casa Bianca è intervenuto il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, che ha contestato le dichiarazioni di Trump secondo cui l’Iran sarebbe “ansioso di tornare al tavolo dei negoziati”. In un’intervista rilasciata martedì sera alla televisione di Stato iraniana, Gharibabadi ha precisato che “negli ultimi 16-17 giorni non abbiamo inviato alcuna richiesta di negoziato agli Stati Uniti”, lasciando intendere che le posizioni tra Washington e Teheran restano distanti.

In questo quadro di nuovo incandescente, sale il rischio di una sovrapposizione dei conflitti che va dal Mar Rosso, al Golfo, passando per il Mar Caspio e il teatro russo-ucraino. Eper questo, gli attori del Golfo, coadiuvati dal Pakistan, stanno cercando di allentare la tensione.

[Azione congiunta Centcom e Arabia Saudita contro gruppi filo-iraniani|PN_20260729_00080|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/07/20260729_154655_617784AD.jpg |29/07/2026 15:47:24|Iran, escalation sul fronte iracheno, Trump furioso per attacchi alla Giordania|Iran|Estero]

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