R. Toscana e Masaf: rapida sinergia in difesa Cinta senese Dop
Roma, 29 lug. (askanews) – Regione Toscana, Consorzio di tutela della Cinta Senese Dop e Masaf mettono a punto una strategia in stretta collaborazione per mettere rapidamente gli allevatori nelle condizioni di affrontare le conseguenze della diffusione della peste suina africana. La Giunta regionale ha infatti emesso il proprio parere e il Masaf il provvedimento che autorizza, in via temporanea, alcune modifiche al disciplinare della Cinta Senese DOP, rendendo possibile l’adeguamento degli allevamenti alle prescrizioni di biosicurezza rese necessarie dall’emergenza sanitaria, senza compromettere il futuro della denominazione. Un percorso avviato su iniziativa del Consorzio di tutela e sviluppato in tempi rapidissimi grazie alla piena collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.
“La peste suina africana – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras – rappresenta una minaccia seria non soltanto per le singole aziende, ma per un patrimonio produttivo, ambientale e culturale che identifica la Toscana nel mondo. Per questo era necessario intervenire subito. La rapidità con cui siamo riusciti a costruire questa soluzione dimostra che quando istituzioni, organismi di tutela e amministrazioni lavorano nella stessa direzione è possibile dare risposte efficaci anche davanti a situazioni straordinarie”.
“Desidero ringraziare il Consorzio della Cinta Senese, che ha saputo rappresentare tempestivamente le esigenze del territorio, il Ministero dell’Agricoltura per la sensibilità e la rapidità con cui ha valutato e approvato la richiesta e gli uffici della Direzione Agricoltura della Regione Toscana, che hanno seguito con grande professionalità ogni fase dell’istruttoria. È un esempio concreto di buona amministrazione: quando le crisi corrono veloci, anche la pubblica amministrazione deve saper correre, senza rinunciare al rigore tecnico e giuridico”.
“L’approvazione delle deroghe temporanee rappresenta un risultato fondamentale per garantire continuità alle aziende in una fase estremamente delicata – dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni – per 12 mesi, in caso di emergenza sanitaria, sarà possibile macellare e custodire in sicurezza gli animali anche fuori dalle zone tradizionali, senza intaccare qualità e identità del prodotto. È una misura tempestiva per proteggere una razza autoctona a rischio, che consente agli allevatori di rispettare le prescrizioni di biosicurezza salvaguardando al tempo stesso la produzione”. (Segue)
