“Una notte di Casanova” di Migliorini chiude Festival teatro Volterra
Roma, 6 ago. (askanews) – Sarà un doppio appuntamento di grande spessore artistico e intellettuale a chiudere la XXIV edizione del Festival Internazionale Teatro Romano di Volterra. Domani e sabato, alle ore 21.30, andrà in scena la nuova produzione firmata dal fondatore e direttore artistico della rassegna, Simon Domenico Migliorini: “Una notte di Casanova”.
Lo spettacolo nasce dal recupero e dalla riscrittura di un testo di Franco Cuomo – romanziere, giornalista, drammaturgo e storico collaboratore di maestri come Carmelo Bene e Maurizio Scaparro – che proprio con quest’opera si aggiudicò il Premio Flaiano alla Drammaturgia nel 1984. Migliorini, già conosciuto per il suo lavoro di valorizzazione dell’autore per cui ha conseguito anche il Franco Cuomo International Award, torna su questo testo spingendosi oltre: una drammaturgia che trasforma il monologo originale in un’avvincente azione scenica supportata da un nuovo cast al femminile di giovanissime e talentuose attrici.
Al centro dell’operazione di Migliorini c’è la restituzione scenica di un Giacomo Casanova lontano dai cliché: non il riduttivo seduttore da commedia, ma un uomo complesso, intimorito dall’avvento dell’Illuminismo e dalla sua rigida “dea ragione”. Sul palco prende vita l’eros casanoviano inteso come pulsione primaria, passione per il bello e amore incondizionato per la vita; un eros che si contrappone alle teorie astratte e alla fredda logica laica. La visione di Casanova si inserisce così in quella grande tradizione di pensiero – che da Oscar Wilde a Gabriele d’Annunzio, da Albert Camus fino a Pier Paolo Pasolini – ha sempre aborrito l’applicazione della pura ratio alla complessità dell’esistenza umana, rivendicando l’irrazionale, il sogno e l’istinto contro ogni forma di controllo.
Casanova, Wilde, d’Annunzio, Camus e Pasolini costituiscono una vera e propria “linea di resistenza” intellettuale. Tutti hanno compreso che quando la ragione prevarica l’animo umano – trasformandosi in moralismo, censura, ideologia o utilitarismo – l’unica salvezza risiede nella restituzione del mito, dell’Eros, del sogno e della favola. “Ho cercato di tradurre in puro spettacolo teatrale quel lungo monologo letterario concepito da Cuomo, restituendo Casanova alla sua verità storica e umana. È un uomo in aperto contrasto con le teorie astratte che mettono in discussione i sogni, un uomo che alle ghigliottine razionali preferisce la complessità dell’animo – spiega Migliorini -. La sua lezione è drammaticamente attuale: ci mette in guardia dai pericoli di una “religione” laica sfociata nel politically correct, che rinuncia all’istinto umano per imbrigliarlo in regole di potere. Come il Caligola di Camus, che desiderava l’impossibile per smascherare le menzogne della logica, anche il nostro Casanova ci ricorda che “l’Uomo chiama Storia un calendario di delitti pieno di così tante menzogne che la verità deve essere cercata solo nelle favole”. In scena, attraverso l’eros, la parola e il confronto con le sue figure femminili, celebriamo la vita senza pregiudizi”.
