Liste d’attesa: oltre 22 mila 500 richieste di prime visite nei primi 6 mesi del 2026, sono 1.261 in più rispetto al 2025
Si sono riuniti ieri, giovedì 6 agosto, l'Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi delle liste di attesa e l'Osservatorio regionale sulle liste d'attesa
Liste d’attesa: oltre 22 mila 500 richieste di prime visite nei primi 6 mesi del 2026, sono 1261 in più rispetto al 2025.
Nel primo semestre 2026 sono state 22.562 le richieste di prime visite con un incremento di 1.261 visite rispetto al 2025.
Il dato è emerso ieri, giovedì 6 agosto, in occasione della riunione dell’Osservatorio regionale sulle liste d’attesa, l’organismo al quale siedono i rappresentanti della Regione e dell’azienda Usl ma anche la responsabile unico dell’assistenza sanitaria regionale, la dottoressa Christine Rollandin, le associazioni dei cittadini, dei consumatori, le organizzazioni di volontariato, i sindacati e i rappresentanti dei professionisti sanitari.
L’Osservatorio esamina l’andamento delle liste d’attesa e formula proposte per migliorare l’accesso alle prestazioni. Il rapporto semestrale nazionale delle liste d’attesa prende in esame solo 55 delle 2.100 prestazioni specifiche, soltanto cioè il 2,6%.
Il commento dell’assessore alla Sanità
«Il tema delle liste di attesa è purtroppo un fenomeno della sanità pubblica nazionale e regionale di ieri, oggi e di domani. Non c’è un solo argomento che indispone di più i cittadini delle liste d’attesa. Non esiste una bacchetta magica per risolvere questo problema che ha come principale causa il numero ridotto di medici e una serie di eredità nazionali. Ecco perché ognuno di noi è impegnato su questo tema, tra tante azioni messe in campo, alcune efficaci e alcune da migliorare – spiega l’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi – . Stiamo affrontando questo argomento in modo serio e strutturale, lavorando insieme e contemporaneamente su organizzazione, programmazione, appropriatezza delle prescrizioni e capacità di risposta dei servizi.
Le due riunioni di ieri rappresentano due livelli complementari di questo impegno: da una parte il lavoro operativo e organizzativo, dall’altra il confronto tra le componenti del sistema sanitario e chi rappresenta la comunità».
«Gli incontri di ieri sono esempi, ma non gli unici, delle tante e diverse iniziative che cerchiamo di mettere in campo per affrontare a livello di sistema questa complessa problematica condizionata da tanti fattori che devono tenere in un delicato equilibrio la rilevante mole di domanda, la disponibilità di personale, spazi e tecnologie, le priorità cliniche di visita e il continuo adeguamento organizzativo, determinato dai picchi stagionali di accesso al Pronto soccorso di una regione turistica come la nostra».
La responsabile dell’assistenza sanitaria: tempi d’attesa ma anche appropriatezza delle prescrizioni
La dottoressa Christine Rollandin, Responsabile Unico regionale dell’Assistenza Sanitaria (Ruas), figura prevista a livello nazionale che coordina e controlla, a livello regionale, il rispetto delle regole sui tempi di attesa, evidenzia: «Il nostro compito è trasformare i dati in decisioni. Analizziamo costantemente l’andamento delle liste di attesa, individuiamo dove si concentrano le maggiori difficoltà e proponiamo interventi concreti per migliorare l’organizzazione dei servizi. Ridurre i tempi di attesa non significa soltanto aumentare il numero delle prestazioni, ma anche programmare meglio l’offerta, garantire l’appropriatezza delle prescrizioni e assicurare che le priorità cliniche siano rispettate.
Il lavoro tecnico dell’Unità centrale e il confronto con l’Osservatorio sono due strumenti complementari che consentono di trasformare il monitoraggio in azioni tangibili e verificabili. In questo percorso sarà centrale anche la predisposizione del nuovo Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA) 2026-2028, che definirà gli obiettivi, le azioni e gli strumenti di monitoraggio con cui la Regione intende rafforzare ulteriormente la capacità di risposta del sistema sanitario regionale, in coerenza con gli indirizzi nazionali».
L’Unità di gestione assistenza sanitaria e tempi delle liste d’attesa
Sempre ieri si è riunita l’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi delle liste di attesa, il gruppo di coordinamento e di lavoro operativo composto dai responsabili regionali e aziendali che si occupano dell’organizzazione dei servizi sanitari, dell’analisi dei dati e della definizione delle azioni necessarie per affrontare le situazioni più complesse.
In questa sede vengono esaminati i tempi di attesa, viene analizzato l’andamento dell’erogazione delle prestazioni e si predispongono le proposte per migliorare la capacità di risposta del Servizio sanitario regionale alle esigenze della comunità.
(re.aostanews.it)

