Ranucci: la storia italiana uccide i suoi uomini migliori
Roma, 12 ago. (askanews) – “Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza”. Così scrive il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, in un post su Facebook con titolo “La voce spaventa”.
“Muoiono tutti nello stesso identico modo, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta”, continua Ranucci.
