Funerali di Stato per Mladic: l’annuncio choc del governo serbo che infiamma i Balcani
AskaNews
di admin Administrator  
il 28/08/2026

Funerali di Stato per Mladic: l’annuncio choc del governo serbo che infiamma i Balcani

Roma, 28 ago. (askanews) – L’annuncio da parte del ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic di voler omaggiare il generale serbo-bosniaco Rakto Mladic con gli onori militari e di Stato ha provocato l’indignazione degli Stati balcanici, con il ministro della Difesa croato che ha paventato che quanto accaduto negli anni Novanta sia solamente “il primo tempo” nelle intenzioni di Belgrado. In questo clamore, con nuove ondate di nazionalismo che pervadono le vie della Serbia, risulta assordante il silenzio di queste prime ore dell’Unione europea.

Ieri, dopo l’annuncio della morte del criminale di guerra Mladic, il governo di Belgrado, tramite il ministro Vujic, ha dichiarato ai media locali la volontà del governo di prendere in custodia il corpo del defunto generale per poi onorarlo con funerali di Stato. “Il generale Mladic è un generale e i protocolli sono noti. Anche il suo ruolo è noto, ma ciò che spetta al generale Mladic sarà certamente rispettato”, ha dichiarato Vujic all’emittente serba ATV, aggiungendo che Belgrado è pronta immediatamente a prendere in consegna la salma del generale Mladic.

Inoltre, il ministro della Giustizia ha dichiarato all’emittente pubblica serba RTRS di aver parlato ieri con il presidente serbo Aleksandar Vucic e di aver concordato che la Serbia avrebbe fornito tutta l’assistenza necessaria per organizzare il trasporto della salma di Mladic e farla volare a Belgrado con un “aereo speciale”. “Probabilmente viaggerò anch’io con la famiglia per poter sbrigare le formalità relative al trasferimento della salma”, ha detto Vujic.

“Questa è una triste notizia per tutti noi, per l’intero popolo serbo”, ha dichiarato a RTRS, sottolineando che le autorità serbe avevano fatto tutto il possibile per sollecitare il rilascio anticipato di Mladic a causa della sua malattia.

Le parole del ministro serbo hanno visto il biasimo di Zagabria che, attraverso il ministro della Difesa Ivan Anusic, ha osservato che a Belgrado c’è un nuovo fermento bellicista e che questa decisione ne sarebbe una prova.

Nel corso di un’intervista con i media croati, Anusic ha criticato la decisione di Belgrado di predisporre dei funerali di Stato per il generale Rakto Mladic, affermando che questa scelta conferma che la guida del presidente serbo Aleksandar Vucic guarda alla politica degli anni Novanta. “È questo che conferma la politica di Aleksandar Vucic e che conferma la politica degli anni Novanta”, ha dichiarato Anusic ai media croati, specificando che Zagabria ha più volte segnalato le politiche di riarmo predisposte negli ultimi tempi da Belgrado.

Secondo il ministro croato negli ultimi anni dalla Serbia sono tornati a giungere messaggi secondo cui la guerra degli anni ’90 sarebbe stata “il primo tempo” e che si starebbe annunciando “il secondo tempo”. “Forti dell’esperienza degli anni ’90, abbiamo informato i Paesi membri e i nostri alleati all’interno della NATO che la Serbia in questo momento si sta riarmando in maniera eccessiva, senza alcuna necessità, perché non è minacciata da nessuno e da nulla”, ha specificato il ministro croato.

La dichiarazione di Vujic è uno dei pochi segnali finora emersi sulla posizione del governo serbo riguardo a Mladic. Infatti, dalla notizia della sua morte, avvenuta giovedì, i funzionari serbi sono rimasti in silenzio, sebbene i media filogovernativi abbiano espresso il loro cordoglio e accusato il Tribunale dell’Aia di aver trascurato la salute dell’ex generale.

Secondo i media bosniaci, la vicinanza espressa da Vujic ha trovato riscontro anche nelle reazioni dei politici di maggioranza e di opposizione nella Republika Srpska. Dal presidente dell’SNSD Milorad Dodik al leader dell’opposizione Nebojsa Vukanovi, si sono sentiti commenti entusiastici sul “coraggioso generale che ha gettato le basi della Republika Srpska”.

Difatti, all’interno della stessa Serbia non sono mancate voci che hanno respinto questa narrazione, come riporta il quotidiano serbo Vreme. Marinika Tepic, del Partito della Libertà e della Giustizia, è una delle poche figure politiche ad aver reagito in modo diverso, riporta il quotidiano, ricordando che Mladic è stato condannato con sentenza definitiva per una serie di crimini di guerra. Anche il Partito Democratico ha espresso una posizione analoga, affermando che “la morte di un individuo non cambia i fatti accertati dai tribunali internazionali, né può cancellare la responsabilità per i crimini commessi”.

Da Sarajevo sono arrivate ulteriori reazioni. Il presidente della Presidenza della Bosnia-Erzegovina, Denis Becirovic, ha affermato che Mladic rimane “a lettere nere” nella storia della Bosnia-Erzegovina, dell’Europa e del mondo e che la sentenza definitiva del Tribunale dell’Aia lo ha annoverato tra i responsabili dei crimini più gravi del XX secolo.

“La sentenza del tribunale nei confronti di questo criminale di guerra non è solo una sentenza sulla sua responsabilità penale individuale, ma anche una sentenza storica sul criminale progetto della Grande Serbia”, ha dichiarato Becirovic.

Il partito bosniaco Red Lines ha invece chiesto che, nel caso in cui Mladic fosse sepolto con onori di Stato e militari, le autorità di Sarajevo valutino l’espulsione dell’ambasciatore serbo, il congelamento delle relazioni diplomatiche e restrizioni alla cooperazione economica.

In questo rinnovato fermento balcanico, mentre Mosca accusa che il caso Mladic è stato una manifestazione di doppi standard e pregiudizi anti-serbi da parte del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, da Bruxelles è giunta la ferma presa di posizione di Sandro Gozi, parlamentare europeo, il quale ha dichiarato oggi che la decisione della Serbia di seppellire Mladic con tutti gli onori di Stato rappresenta un limite che nessun Paese che aspira ad aderire all’Unione Europea dovrebbe mai oltrepassare.

“Conferendo le massime onorificenze, le autorità serbe, sotto la presidenza di Aleksandar Vucic, promuovono di fatto il revisionismo storico anziché la responsabilità e la riconciliazione. Trasformano la glorificazione dei responsabili del genocidio in politica ufficiale dello Stato, allontanando ulteriormente la Serbia dai valori europei” ha valutato Gozi, sottolineando che il futuro europeo di Belgrado non può essere costruito sulla riabilitazione dei capitoli più oscuri del suo passato, ma deve essere fondato sulla verità, la giustizia, i valori democratici e il rispetto per le vittime.

La morte di Mladic riaccende così le tensioni legate alla memoria delle guerre jugoslave e al ruolo della Serbia nella regione. Nelle ultime ore, in diverse città serbe, sono comparsi messaggi e striscioni in sostegno dell’ex generale, tra cui quelli esposti da tifosi della Stella Rossa di Belgrado e rilanciati sui profili social della società sportiva.

[Zagabria: Belgrado prepara “il secondo tempo” della guerra|PN_20260828_00025|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/08/20260828_145356_CCD23F4E.jpg |28/08/2026 14:54:05|Funerali di Stato per Mladic: l’annuncio choc del governo serbo che infiamma i Balcani|nia|Estero]

Aosta: acqua ancora da bollire, ma non c’è contaminazione chimica e sono stati installati 4 cloratori
Sono stati potenziati gli interventi di disinfezione; le prime analisi sono sono favorevoli per escherichia coli e batteri coliformi ma sono ancora parziali e devono essere completati per gli enterococchi
il 28/08/2026
Sono stati potenziati gli interventi di disinfezione; le prime analisi sono sono favorevoli per escherichia coli e batteri coliformi ma sono ancora pa...