Nepal-Tibet, dopo la strage è allarme per una seconda inondazione
AskaNews
di admin Administrator  
il 28/08/2026

Nepal-Tibet, dopo la strage è allarme per una seconda inondazione

Roma, 28 ago. (askanews) – E’ salito a 579 il numero delle persone morte nella devastante alluvione che ha colpito il Nepal, mentre altre 1.924 persone risultano disperse. Tra queste ci sono 517 cittadini stranieri, stando all’ultimo aggiornamento fornito dall’Autorità nazionale per la gestione del rischio
disastri. Lo ha riferito nel pomeriggio di oggi, ora locale, l’autorità nepalese per la gestione dei disastri.

Secondo le autorità, più di 3.700 persone sono state tratte in salvo, mentre quasi mille risultano ancora disperse. Inoltre, le autorità di Nepal e Cina hanno lanciato l’allarme per il rischio di una seconda inondazione nelle valli himalayane già devastate dalla catastrofe di mercoledì, mentre proseguono le ricerche dei sopravvissuti. A destare particolare preoccupazione è un lago formatosi dopo che la frana che ha innescato il disastro ha ostruito il sistema fluviale vicino al confine tra Nepal e Tibet.

Secondo il ministero delle Risorse idriche cinese, le piogge previste nei prossimi tre giorni potrebbero più che raddoppiare il volume del lago, portandolo a circa cinque milioni di metri cubi.

Il rischio che il lago possa rompere la barriera di rocce e detriti che lo contiene è “elevato”, ha avvertito il ministero, con la possibilità che aree già devastate, come il valico di Gyirong, vengano “colpite nuovamente dal disastro”.

Il lago ha già iniziato a tracimare ieri, costringendo alla sospensione delle operazioni di soccorso sul versante tibetano. Successivamente anche le autorità cinesi hanno sospeso le operazioni di soccorso nella zona di Gyirong, al confine tra Tibet e Nepal, a causa dell’elevato rischio di una nuova inondazione. “Il volume d’acqua accumulato nel lago di sbarramento è stimato in circa 2,5 milioni di metri cubi”, ha riferito Cctv. “Esiste un rischio elevato che il lago collassi, provocando nuovi disastri nelle aree a valle”.

Secondo la televisione di Stato cinese Cctv, l’acqua si è riversata nel fiume Lende Khola raggiungendo velocità superiori ai 190 chilometri orari e seguendo lo stesso sistema fluviale investito dall’inondazione del giorno precedente.

Cctv ha riferito che il volume del lago ha già superato i 2 milioni di metri cubi e potrebbe più che raddoppiare nei prossimi tre giorni a causa delle piogge.

Anche l’autorità nepalese per la gestione dei disastri ha invitato la popolazione ad allontanarsi dalle rive dei fiumi per il rischio di una nuova ondata.

Secondo Austin Lord, antropologo e senior fellow dello Stimson Center di Washington, un’eventuale seconda inondazione seguirebbe probabilmente lo stesso percorso della prima e rappresenterebbe un pericolo soprattutto per le squadre impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso.

“Le allerte per possibili nuove inondazioni stanno complicando un’operazione già estremamente difficile”, ha dichiarato al New York Times David Fisher, responsabile della delegazione in Nepal della Federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezzaluna rossa.

Gli esperti ritengono che una seconda ondata sarebbe probabilmente più contenuta e meno letale rispetto a quella di mercoledì, ma sottolineano che il volume d’acqua accumulato nel nuovo lago resta significativo.

Gli scienziati stanno inoltre monitorando un’altra massa d’acqua che sembra essersi formata nel punto dell’impatto iniziale, sotto la parete settentrionale del Langtang Lirung, una montagna nepalese nei pressi del confine cinese.

“Sembra essersi formato un lago glaciale che sta aumentando di dimensioni”, ha spiegato Lord. “Potrebbe tracimare o rompere la barriera in uno dei prossimi giorni”.

Le autorità cinesi hanno sospeso le operazioni di soccorso nella zona di Gyirong, al confine tra Tibet e Nepal, a causa dell’elevato rischio di una nuova inondazione. Lo riferisce oggi la televisione di Stato cinese Cctv.

Nell’area, dove confluiscono due fiumi, si è formato un lago di sbarramento che continua ad espandersi, mentre sui due lati della massa di detriti che trattiene l’acqua sono stati osservati movimenti franosi ancora instabili.

[Mentre continua a salire il bilancio delle vittime, aumenta il rischio che il lago formatosi dal distacco del ghiacciao esondi. Sospesi i soccorsi|PN_20260828_00027|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/08/20260828_150336_8D8FA316.jpg |28/08/2026 15:03:43|Nepal-Tibet, dopo la strage è allarme per una seconda esondazione|Nepal|Estero]

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