Verrès: festa per il Patrono, le spoglie dell’ultimo conte di Challant ricollocate a Saint Gilles
Gran finale oggi della Festa patronale con tanto di atto solenne, santa messa e concerto al Parco Urbano
Una festa patronale speciale quella del 2026 per Verrès. Iniziata sabato 29 con passeggiata e concerto e proseguita ieri con altri quattro eventi, oggi è in programma il gran finale con con tanto di momento solenne: la ricollocazione delle spoglie dell’ultimo conte di Challant, François Maurice, nella cripta della Collegiata di Saint Gilles (alle 18). A seguire, alle 18, 30, santa messa nella stessa Collegiata con la partecipazione delle associazioni verreziesi.
Il gran finale è in musica: alle 20.30 al parco urbano in via Frères Gilles si terrà un concerto – Opening di Caterina Cropelli e spettacolo di The Studio -. A seguire esibizione de Eugenio in Via di Gioia.
Chi era Saint Gilles
Il santo: Sant’Egidio l’Eremita visse tra il VII e l’VIII secolo in Provenza (Francia), dove diresse un importante monastero. È uno dei santi ausiliatori della tradizione cristiana.
Il legame con Verrès: attorno all’anno Mille, i canonici di Saint-Gilles fondarono una prevostura a Verrès. Questo legame testimonia i vecchi rapporti religiosi e culturali tra la Valle d’Aosta e la Provenza.
Chi era il conte François Maurice di Challant
François Maurice di Challant fu l’ultimo conte di Challant, appartenente alla storica e potente casata nobiliare valdostana, e morì nel 1796.
- Ultimo discendente: con la sua morte nel 1796 e la scomparsa in tenera età del figlioletto Jules-Hyacinthe nel 1802, la linea maschile e la dinastia principale dei conti di Challant si estinsero definitivamente.
- La fine del feudo: La sua scomparsa segnò il tramonto del potere feudale della famiglia sul territorio della Valle d’Aosta nel periodo di passaggio tra l’Antico Regime e le invasioni/rivoluzioni francesi. Era sposato con Gabriella di Canalis di Cumiana.
- La sepoltura: il conte venne sepolto all’interno della Collegiata di Saint-Gilles, l’antico edificio religioso storicamente legato alla dinastia e parzialmente ricostruito pochi decenni prima proprio con il benestare della famiglia Challant. I resti sono rimasti custoditi per lungo tempo nei locali e negli spazi della parrocchia sovrastante o in aree adiacenti non destinate alla cripta nobiliare vera e propria.
- Il ritorno a casa:
- Il ritorno a casa: la ricollocazione rappresenta un vero e proprio “ritorno a casa”, trasferendo ufficialmente le spoglie nella cripta sotterranea della cappella sepolcrale di Ibleto di Challant, il luogo originario di sepoltura monumentale voluto dai suoi antenati fin dal XV secolo, esaudendo il desiderio dello stesso Ultimo Conte.
(re.aostanews.it)
