Aosta: cambiare la narrazione sul suicidio e fare posto alla speranza si può
Francesca Contessini sarà ospite mercoledì sera allo Spazio Plus di Aosta
ATTUALITA', Società
di Cinzia Timpano  
il 08/09/2026

Aosta: cambiare la narrazione sul suicidio e fare posto alla speranza si può

Allo spazio Plus di Aosta, mercoledì 9 settembre, alle 18.30, una serata aperta alla popolazione in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio che si celebrerà giovedì 10 settembre

Aosta: cambiare la narrazione sul suicidio e fare posto alla speranza si può.

Parlare di suicidio non significa togliere speranza, significa creare uno spazio perchè la speranza possa trovare posto.

Così l’associazione Il Mandorlo Fiorito organizza una serata allo spazio Plus di Aosta con l’obiettivo di cambiare la narrazione sul suicidio. Perchè ci sono parole che fanno paura anche solo a pronunciarle, «che spesso evitiamo, pensando che il silenzio possa proteggerci».

Alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, mercoledì 9 settembre, l’associazione Il Mandorlo Fiorito ha scelto di cambiare la narrazione in tema di suicidio.

Cambiare la narrativa sul suicidio è infatti il filo conduttore scelto per spostare lo sguardo: dalla vergogna, all’ascolto, dal silenzio alla possibilità di raccontarsi, dallo stigma alla comprensione.

«Perchè cambiare le parole significa anche cambiare il mondo in cui una comunità si prende cura delle persone» spiega Il Mandorlo Fiorito.

«Parlare di suicidio significa parlare di vita – spiega Paola Longo Cantisano, referente del Mandorlo Fiorito -. in questi anni abbiamo imparato che parlare di suicidio non significa solo parlare di morte, ma soprattutto di vita, della sofferenza che spesso rimane nascosta, della possibilità di essere ascoltati e della necessità di sapere che chiedere aiuto è possibile».

Parlare con rispetto, senza paure e con responsabilità è possibile. E però necessario cambiare la narrativa nel modo in cui guardiamo e raccontiamo il suicidio.

«Significa superare il silenzio, la paura e lo stigma, senza giudicare e senza ridurre una persona al momento più doloroso della sua storia. Significa creare una comunità capace di accogliere anche parole difficili, nella quale ciascuno possa dire senza vergogna ‘non sto bene’.

Il Mandorlo Fiorito nasce proprio dai sopravvissuti al suicidio, da familiari e amici che quel dolore lo hanno attraversato e che credono profondamente nel valore della testimonianza e della condivisione: raccontare la propria esperienza può creare un ponte verso l’altro, permettere a qualcuno di riconoscersi, di sentirsi meno solo e magari trovare il coraggio di chiedere aiuto. Dare speranza».

La serata di mercoledì

La serata si aprirà con un video che ripercorre quattro anni di incontri, iniziative e impegno sul territorio del Mandorlo Fiorito, mettendo al centro, prima di tutto le persone e le loro esperienze.
È il caso della camapgna  ‘Ad alta voce’ nel quale, con semplicità, sopravvissuti, professionisti e persone che hanno tentato di togliersi la vita raccontano la loro esperienza lanciando messaggi di speranza.

La testimonianza di Francesca Contessini, educatrice, divulgatrice e pedagogista sarà il cuore della serata.

Francesca Contessini

Contessini è sopravvissuta a un tentativo di suicidio che 16 anni fa ha trasformato la sua vita e il suo corpo, lasciandola con una disabilità motoria.

Attraverso i social (francy.e.leoncino) Francesca parla apertamente della propria esperienza, raccontando senza pietismo la fragilità, il trauma, la disabilità e la costruzione di una nuova quotidianità per superare stereotipi e tabù e per dimostrare che una vita profondamente cambiata può continuare a essere una vita di scelte, relazioni, autonomia e progetti.

Nella serata allo spazio Plus, la storia di Francesca incontrerà quella di Fabrizia Pavetto, giornalista e sopravvissuta al suicidio della mamma.

Sarà uno scambio tra amiche che senza filtri, affronteranno il suicidio da prospettive diverse: il malessere e il tentativo di togliersi la vita e ciò che viene dopo, il dolore di chi resta, la disabilità, i pregiudizi e la possibilità di ricostruire.

La serata proseguirà con un aperitivo in musica con Maura Susanna, Mikol Frachey, Ruben Voya t e Edoardo Milleret. Parole, testimonianze e musica per sensibilizzare ma anche per ricordare che la prevenzione riguarda tutti.

L’appuntamento, aperto a tutti, è allo Spazio Plus mercoledì 9 settembre alle ore 18.30.

(c.t.)

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