Place Moulin, smontato il rascard più fotografato della Valle d’Aosta
Il rascard che si affaccia sul lago di Place Moulin, a Bionaz, è in fase di restauro; spot super instagrammabile, sarà inaccessibile ai turisti
La passeggiata lungo il lago di Place Moulin non è più la stessa.
È stato smontato nei giorni scorsi il rascard più fotografato della Valle d’Aosta, l’iconico chalettino affacciato sulle acque turchesi dell’invaso artificiale, spot super instagrammabile e set di innumerevoli fotografie.
Su quelle travi sporgenti si sono seduti escursionisti, influencer, adulti e bambini come testimoniano gli innumerevoli scatti sui social.
L’intervento di restauro
«Il rascard tornerà identico a prima» rassicura Alessandro Mezzavilla, guida alpina e attuale proprietario della piccola costruzione di legno.
«Purtroppo stava crollando, lo stavamo monitorando già da qualche tempo: il rascard poggiava su un muretto a secco con crepe che si allargavano velocemente ed era inclinato in avanti di quattro/cinque gradi» spiega il proprietario.
«Stiamo consolidando tutto il basamento e, sopra, lo chalettino sarà rimontato uguale a prima».
L’intervento, spiega Mezzavilla, si è reso sempre più necessario dopo la caduta di alcune lose dal tetto e l’incuranza dei cartelli di divieto degli escursionisti che, pur di avere il famoso scatto, ignoravano il pericolo.
«Qualcuno si appendeva addirittura ai travi, siamo intervenuti prima che si facessero davvero male».
I lavori sono iniziati qualche tempo fa e proseguiranno ancora il prossimo anno.
«È un cantiere impegnativo anche per rispettare i vincoli della Soprintendenza».
Alcuni degli scatti che si possono trovare su Instagram con lo chalettino
Uno chalettino del 1400
La costruzione in legno risale infatti alla metà del 1400, mentre il basamento è stato rifatto negli anni ’60, quando è stata spostata più in alto, sopra il livello di massimo invaso della diga.
Cosa diventerà il vecchio granaio di Lo Noaillo (Novailloz), Mezzavilla ancora non lo sa.
«Per il momento lo risaniamo, un domani vedremo, chissà che non possa diventare un museo!».
Di certo lo chalettino non sarà più accessibile al pubblico.
«Troppa immondizia raccolta lì intorno, avevano addirittura iniziato a incidere le travi per scrivere i propri nomi… Solo i valdostani saranno sempre i benvenuti!».
(erika david)
