Decadenza Testolin, la Corte d’Appello: «Il quarto mandato è sempre vietato»
Nelle motivazioni della sentenza, i giudici chiariscono che la deroga prevista dalla legge regionale riguarda soltanto il terzo mandato; confermata l’ineleggibilità del presidente e la decadenza dalla carica
Il quarto mandato consecutivo in Giunta è vietato, indipendentemente dalla durata degli incarichi ricoperti nelle legislature precedenti. È il principio ribadito dalla Corte d’Appello di Torino nelle motivazioni della sentenza che ha respinto il ricorso di Renzo Testolin, confermando la sua ineleggibilità alla carica di presidente della Regione e la conseguente decadenza.
La deroga vale solo per il terzo mandato
Per i giudici, il comma 3 della legge regionale 21 del 2007 è chiaro: non è consentito ricoprire cariche all’interno della Giunta per più di due legislature consecutive. L’unica deroga permette di arrivare al terzo mandato quando, in una delle due legislature precedenti, l’incarico sia durato meno di due anni, sei mesi e un giorno.
Un’eccezione che non può essere estesa al mandato successivo. «Riferendosi tale eccezione esclusivamente al terzo mandato, deve ritenersi sempre vietato il quarto mandato consecutivo», scrivono i magistrati.
«La disposizione normativa è chiara»
«Avendo Renzo Testolin ricoperto cariche all’interno della Giunta regionale per tre legislature consecutive (XIV, la XV e XVI, quando ha usufruito dell’unica deroga consentita) – scrivono i giudici – sussisteva la causa di ineleggibilità per l’attuale XVII legislatura e correttamente il Tribunale ne ha dichiarato l’ineleggibilità alla carica di Presidente della Regione e la decadenza della carica»
Da qui la conferma della decisione del Tribunale di Aosta del 2 maggio scorso.
La Corte respinge così la tesi del presidente, secondo cui per verificare il limite ai mandati sarebbe stato necessario considerare soltanto la legislatura in corso e le due immediatamente precedenti.
Per i giudici, l’interpretazione non è conforme al testo della legge.
«A fronte di una disposizione normativa chiara», scrivono, e in assenza di una questione di legittimità costituzionale, non è necessario approfondire ulteriormente gli argomenti relativi alla forma di governo regionale e ai poteri del presidente.
Testolin è stato inoltre condannato a pagare le spese del giudizio d’appello a favore dei consiglieri di Avs Chiara Minelli ed Eugenio Torrione.
(erika david)
