Casa Villeneuve, l’iniziativa rivolta ai giovani dove la vita comunitaria intreccia preghiera e servizio
Tra le mura della casa parrocchiale uno spazio per dare ai ragazzi un primo assaggio di vita indipendente, ma anche un luogo dove ritrovarsi all'insegna della condivisione
Casa Villeneuve, l’iniziativa rivolta ai giovani dove la vita comunitaria intreccia preghiera e servizio.
Tra le mura della casa parrocchiale uno spazio per dare ai ragazzi un primo assaggio di vita indipendente, ma anche un luogo dove ritrovarsi all’insegna della condivisione.
Uno spazio dedicato ai giovani che si affacciano alla vita adulta
«Un vero esempio di vita comunitaria».
È con queste parole che Silvia Fumarola definisce il progetto che ormai da qualche anno trova compimento tra le sale della casa parrocchiale di Villeneuve. Si chiama “Casa Villeneuve” e si tratta di uno spazio dedicato ai giovani che si affacciano alla vita adulta, a cui l’iniziativa offre una casa dove vivere temporaneamente, condividendo gli spazi con i propri coetanei e provando così un primo assaggio di vita adulta e indipendente.
«Sappiamo bene quanto costano gli affitti e quanto è complesso entrare nel mondo del lavoro – spiega don Daniele Borbey ricordando che l’iniziativa nasce e si sviluppa in seno all’Oratorio Grand Paradis -. Casa Villeneuve è una risposta all’esigenza dei ragazzi, soprattutto dopo la fine delle superiori o dell’università, di sperimentare un po’ di autonomia e iniziare a uscire di casa».
Spazi comuni e impegno sociale
Per farlo, Casa Villeneuve – che è stata sistemata e riorganizzata dai ragazzi per adattarsi al progetto – offre quattro camere e due bagni, dove gli ospiti possono rimanere a fronte di un affitto simbolico e con l’impegno di partecipare al mantenimento della casa e alle attività di condivisione che caratterizzano la vita di comunità.
«Dalla pulizia alla spesa, gestiamo tutto noi – spiega la 27enne Fumarola, che a novembre 2023 ha iniziato la sua esperienza a Casa Villeneuve in compagnia della coinquilina Alice Domaine -. Cerchiamo di avere tutto in comune e di fare anche dell’utile servizio: le pulizie della chiesa, il catechismo o altre attività necessarie. Anche la preghiera è un momento importante delle nostre giornate».
Alice Domaine e Silvia Fumarola a Casa Villeneuve
Una casa aperta a tutti
Poi prosegue: «Nel corso del tempo abbiamo anche organizzato diverse iniziative di “casa aperta”, ospitando persone fragili o piccole serate di festa a cui hanno preso parte fino a 30 persone, principalmente amici». Oggi insieme a Fumarola, che prevede di lasciare a breve Casa Villeneuve, vive da poco anche Sylvie Cerise, mentre è in programma anche l’arrivo di un altro ragazzo.
La comunità di Casa Villeneuve nasce con l’intento di non escludere nessuno e si propone come comunità mista di ragazzi e ragazze (per questo è presente il doppio bagno), all’insegna della condivisione e dell’altruismo: «L’esperienza è costruita sulla fraternità, la preghiera e il servizio – aggiunge don Borbey -. L’obiettivo è fare in modo che la casa sia sempre aperta per accogliere ragazzi, famiglie, ma anche ospitare incontri o venire incontro a chi ha semplicemente bisogno di un luogo dove andare a studiare».
(f.vassoney)
