Ayas, Alex Brunod chiude un ciclo: «Ora spazio a nuove energie»
Alex Brunod, sindaco di Ayas dal 2016 al 2026
comuni
di Erika David  
il 05/11/2026

Ayas, Alex Brunod chiude un ciclo: «Ora spazio a nuove energie»

Il sindaco uscente, il più longevo del Comune di Ayas, il primo ad aver portato a termine due mandati, traccia un bilancio dei suoi dieci anni

«Sono entrato che ero quasi un ragazzino e ne esco con un bagaglio importante: ho imparato tantissimo». Nessun rimpianto e nessun dolore. Alex Brunod si appresta a chiudere la porta di Villa Rivetti, il municipio di Ayas, a occhi asciutti.

«Me ne vado molto sereno e tranquillo, non ho rimpianti. Ho dato anima e corpo in questa avventura. Per dieci anni ho fatto il sindaco, un’esperienza che, insieme a quella nel CdA del Celva e nell’Unité, è stata una scuola importantissima. Ho studiato tanto e imparato tantissimo. Adesso mi fermo un po’».

Ad attendere Brunod c’è il suo vecchio impiego alla Monterosa Spa, da cui ha preso un’aspettativa dieci anni fa. «Ho bisogno di staccare un attimo, prendermi del tempo e poi valutare quello che è meglio per me. Dopo tanti anni passati a pensare al bene della comunità, i lavori fatti e la crescita del paese sono sotto gli occhi di tutti».

Il sindaco più longevo

Nel tracciare un bilancio dei due mandati alla guida del paese, il sindaco uscente parte proprio dalla durata del suo incarico. Brunod è infatti il primo sindaco di Ayas ad aver portato a termine due mandati, una grande soddisfazione personale. Come si spiega tanta discontinuità in passato?

«Un Comune turistico come il nostro, che da 1.700 abitanti passa a 15-20 mila persone nei picchi di affluenza, richiede un impegno molto importante. Sono tante le difficoltà da gestire. Ci sono sensibilità diverse e in passato si è ritenuto di dover cambiare, anche se un po’ di continuità serve. Dieci anni sono un buon numero; dopo un po’, però, si rischia di sedersi. Servono nuove energie e nuove idee, e cambiare non è sempre una cattiva cosa».

Paravalanghe, asilo nido, centraline e Parco Rivetti le soddisfazioni più grandi

Lungo l’elenco delle soddisfazioni che Brunod si è tolto in questi anni. Dai paravalanghe sul Monte Facciabella al reperimento dei 20 milioni di euro necessari per la viabilità alternativa e la sistemazione idraulica di Champoluc, «un finanziamento che lasciamo in eredità e che la nuova amministrazione potrà finalmente portare avanti».

E ancora, dal miglioramento del sistema delle navette alla creazione dell’area camper, dalla riqualificazione del Parco Rivetti, ai tanti chilometri di marciapiedi realizzati per mettere in sicurezza i collegamenti pedonali tra Antagnod e Champoluc.

Ci sono poi la realizzazione di tre centraline idroelettriche sull’acquedotto, «un lavoro strategico che garantisce ottimi introiti al Comune», il Museo Diffuso, «che valorizza quanto c’è di bello sul nostro territorio», l’aver portato il Giro d’Italia in paese unendo tutta la comunità nel segno del rosa e l’apertura di un asilo nido, per dare una risposta ai bisogni di una popolazione che, in controtendenza rispetto al resto della Regione, continua a crescere.

Rammarico per ciclabile e viabilità alternativa

Non tutti i desiderata, però, si sono concretizzati. Tra i progetti rimasti in sospeso o arenatisi ci sono la realizzazione della viabilità alternativa – «dopo tutto il gran lavoro sulla parte progettuale, non poter arrivare alla realizzazione dispiace» – e la pista ciclabile tra Frachey e Corbet, accantonata per motivi di bilancio.

I momenti più difficili: le tragedie di Piero Jaccod e Jean-Daniel Pession

La parte più difficile? «La gestione della protezione civile, una responsabilità importantissima, e il dover affrontare tragedie come l’incidente mortale di Piero Jaccod e la scomparsa in montagna di Jean-Daniel Pession. Da sindaco ho sentito tutto il peso e il dolore della comunità».

Il collegamento nel Vallone delle Cime Bianche

A pesare nelle urne, domenica 15 novembre, potrebbe essere la posizione personale degli elettori riguardo al collegamento intervallivo nel Vallone delle Cime Bianche, argomento divisivo che una lista cavalca esprimendo la propria posizione nettamente contraria, mentre l’altra esprime una posizione più moderata, lasciando spazio alle sensibilità personali, cosa ne pensa?

«Penso che il Comune si debba esprimere apertamente su un progetto così importante e strategico. Noi ci abbiamo creduto e ci crediamo moltissimo, abbiamo fatto tutte le azioni preliminari necessarie e ci auguriamo che l’amministrazione che si insedierà lo porti avanti».

Quale eredità lascia alla futura amministrazione?

«A chi arriverà, per la prima volta una donna alla guida di Ayas, lascio un bellissimo Comune e auguro di poter avere la stessa passione e lo stesso onore che ho avuto io nel rappresentarlo. Una sfida non semplice, ma anche una grande soddisfazione».

(erika david)

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