Casino de la Vallée, confermata l’amministrazione giudiziaria: è la prima volta in Italia per una casa da gioco
Oggi il Tribunale di Torino ha confermato il provvedimento a cui il Casinò è sottoposto dal 28 maggio, respinta la revoca richiesta dalla difesa
Resta in vigore, senza alcuna modifica, l’amministrazione giudiziaria del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent.
Lo ha deciso oggi il Tribunale di Torino, che ha respinto la richiesta avanzata dalla difesa della Casa da gioco di revocare o, in subordine, rimodulare la misura di prevenzione disposta lo scorso 28 maggio nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di riciclaggio scoperto dalla Guardia di finanza e coordinato dalla Procura di Aosta.
Nel corso dell’udienza davanti al giudice delegato Irene Gallesio è stata illustrata la relazione, già consegnata a fine giugno, dei due amministratori giudiziari nominati dal Tribunale: i commercialisti torinesi Corradino Corradi e Ivano Berardi.
Il filone d’indagine
Il provvedimento nasce dalle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura di Aosta, su un presunto sistema di riciclaggio incentrato sulla casa da gioco valdostana.
Un’inchiesta che lo scorso dicembre aveva già portato all’iscrizione nel registro degli indagati di circa trenta persone, tra cui alcuni dipendenti del Casinò, con il sequestro di beni per circa 5 milioni di euro tra contanti, conti correnti e disponibilità finanziarie.
Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, ai vertici della società, pur ritenuti estranei ai reati contestati, è stata attribuita una responsabilità di tipo organizzativo: non avrebbero adottato modelli di controllo adeguati a impedire il diffondersi di pratiche corruttive e di riciclaggio all’interno della struttura.
Le tappe della vicenda
La misura era scattata a fine maggio con la notifica del decreto ai due soci della Casinò de la Vallée Spa: la Regione, che detiene il 99,96% delle quote nella persona del presidente Renzo Testolin, e il Comune di Saint-Vincent, titolare dello 0,04%, rappresentato dal sindaco Francesco Favre.
Nelle settimane successive la società ha rinnovato i propri vertici.
La giunta regionale ha nominato un nuovo Consiglio di amministrazione a tre membri (Sara Bordet, Roberto Franzé e Corinne Margueret) che è subentrato alla gestione fin lì affidata all’amministratore unico.
Cosa succede ora
Il Tribunale di Torino ha ritenuto che il percorso di rafforzamento organizzativo e di selfcleaning intrapreso dalla Società non possa, allo stato, considerarsi integralmente concluso e ha pertanto respinto le istanze formulate. L’amministrazione giudiziaria proseguirà il suo corso.
Gli amministratori giudiziari, fa sapere il Casino de la Vallée in una nota, hanno chiesto di «perimetrare le loro funzioni in collaborazione con il Consiglio di amministrazione della Casa da gioco».
Per la riperimetrazione delle funzioni e «delle ulteriori attività ritenute necessarie per il completamento del percorso di adeguamento organizzativo e di prevenzione», il Collegigo ha dato tempo fino all’11 settembre.
«Il Tribunale procederà poi a valutare la rimodulazione della misura di prevenzione attualmente in essere» spiega il Casinò.
«Piena collaborazione con gli amministratori giudiziari e l’autorità giudiziaria»
«Il provvedimento conferma che la fase attuale è orientata al completamentodegli interventi organizzativi già avviati, con l’obiettivo di consolidaredefinitivamente i presidi interni di prevenzione e controllo».
«Il Casino de la Vallée conferma la piena collaborazione con gli Amministratori giudiziari e con l’Autorità giudiziaria – conclude la nota – proseguendo con determinazione nelpercorso di rafforzamento dei propri sistemi di governance, compliance e controllo interno, nella convinzione che il completamento delle attività indicate consentirà di giungere alla definitiva conclusione della procedura».
Quello disposto nei confronti del Casinò de la Vallée rappresenta il primo caso in Italia di amministrazione giudiziaria applicata a una casa da gioco.
(re.aostanews.it)
