TURISMO & TEMPO LIBERO
di news il
19/12/2011

Record mondiale di immersione in altura

E’ terminata con un grande successo l’impresa dei subacquei valligiani nel lago Titicaca in Bolivia, che ha portato i nostri portacolori a realizzare il nuovo record mondiale di immersione in altura.
La spedizione, partita il 24 ottobre e terminata il 20 novembre, aveva come obiettivo la conquista del record e, soprattutto, la volontà di testare nuovi limiti in condizioni estreme.
La spedizione ha riportato dati significativi che sono stati messi a disposizione dell’Esercito a cui è stato reso anche un altro servizio: i nostri istruttori hanno fornito un corso teorico e pratico a quattro rappresentati dell’Esercito, alla luce dl fatto che, fino ad oggi, essi svolgevano le proprie immersioni senza tecniche particolari, lasciando molto al caso. Questo corso è stato molto apprezzato, tant’è che sono state richieste ulteriori collaborazioni per il futuro. Il record vero e proprio è stato conquistato il 15 novembre, arrivando ad una profondità di 100 metri. Di tutto ciò ne abbiamo parlato con l’artefice, assieme ai propri compagni, di questa spedizione, Gaetano Aiello, uno dei due subacquei che fisicamente è arrivato alla massima profondità.
– Quali sono state le esperienze più significative, record a parte?
“Sia dal punto di vista tecnico, sia sotto quello medico le giornate sono state molto produttive. Inoltre abbiamo avuto alcuni episodi da far accapponare la pelle. Abbiamo avuto un’esperienza come quella che si può provare nel Triangolo delle Bermuda o il ritrovamento di alcuni reperti
– Dal punto vista squisitamente tecnico come sono andate le cose?
“Ci siamo spinti sino a 70 metri di profondità, cercando e trovando conferme per il tentativo di arrivare a meno 100, soglia del record”.
– Spiegaci bene come è stata questa immersione e che emozioni avete provato?
“Come detto le cose sono andate tutte per il verso giusto. Sono arrivato a meno 100 assieme a Daniele Pess; lì abbiamo cercato di riprendere in mezzo al buio pesto di quella profondità, ma certe cose come le emozioni provate non possono essere riprese e fotografate, ma me le porterò dentro per tutto il resto dei miei anni. E’ andato tutto bene, in tutti i 61 minuti dell’immersione, ma non bisogna dimenticare l’impegno profuso da tutti, perché a tali profondità i rischi che si corrono sono alti e devi avere la giusta concentrazione e devi essere un tutt’uno con la strumentazione e devi essere protetto dal tuo angelo custode che è rappresentato dal tuo compagno di immersione, ricordando che si tratta di condizioni estreme, anche se la temperatura dell’acqua non era particolarmente fredda, intorno ai 12 gradi”.
– Immagino che poi siano iniziati i festeggiamenti?
“I festeggiamenti sono iniziati a meno 40 quando abbiamo incontrato i nostri compagni. I giorni successivi sono stati caratterizzati da momenti di autentica gloria. Senza dimenticare che prima del tentativo del record, l’Ambasciatore italiano in Bolivia, Luigi De Chiara, ha fatto visita al nostro campo base, siamo stati ricevuti dal Capo di Stato Maggiore dove ci hanno premiato con una targa di ringraziamento per gli sforzi e per i risultati raggiunti in questa missione. Il giorno successivo siamo stati convocati in Parlamento dove il Presidente della Camera dei Deputati ci ha consegnato una medaglia d’oro ed un attestato che certificava il record conquistato; tutto è terminato con l’esecuzione dell’Inno di Mameli che ci ha strappato qualche lacrima, prima di essere gettati in pasto ai giornalisti internazionali”.
(christian evaspasiano)

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