Lavoro: pari opportunità, la Valle d’Aosta è in ritardo
Lavoro
di Luca Mercanti  
il 10/12/2018

Lavoro: pari opportunità, la Valle d’Aosta è in ritardo

Sulle pari opportunità nel mondo del lavoro la Valle d’Aosta in ritardo. Lo è rispetto al resto del Paese e, soprattutto, nei confronti del resto dell’Europa. E’ quanto è emerso dalla conferenza “Donne e uomini nelle grandi imprese valdostane: qual è lo stato dell’arte?” tenutasi oggi, lunedì 10 dicembre a palazzo regionale, in seno alla campagna di sensibilizzazione sulla violenza sulle donne, promossa dall’assessorato regionale alle Politiche sociali.

Sono intervenuti Laura Ottolenghi, presidente della Commissione regionale delle Pari Opportunità, Giancarlo Giachino, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Dario Ceccarelli, responsabile dell’Osservatorio economico-sociale e Paola Russo, responsabile delle Pari Opportunità della UIL in rappresentanza di tutte le sigle sindacali.

Settore privato: più uomini che donne

I dati che emergono vedono una maggiore presenza di uomini nel mondo del lavoro, soprattutto nei posti di rilievo all’interno delle aziende valdostane: il problema è meno evidente nel settore pubblico, mentre nel privato la situazione è di grande disomogeneità. Per ovviare a questa disparità, i presenti si sono trovati concordi nel chiedere l’intervento del legislatore, al fine di riuscire ad equilibrare la situazione, in modo tale di riuscire nel pratico, e non solo sulla carta, a rendere efficace il concetto di Pari Opportunità.

Purtoppo la conferenza non ha visto la presenza della politica valdostana, impegnata in Consiglio regionale per la discussione della mozione di sfiducia alla presidente Nicoletta Spelgatti. Scarso anche il pubblico presente.

Problema chiusura asili nido

«Mi farò carico di parlarne con il nuovo governo e soprattutto con l’amministrazione comunale di Aosta», assicura Giancarlo Giachino in risposta alla domanda dal pubblico, preoccupato per la chiusura di alcuni asili nido di Aosta che, tra l’altro, ha come conseguenza quella di far perdere posti di lavoro proprio al personale qualificato che, proprio per questo tipo di servizio, è prettamente femminile. I casi più recenti sono quelli della chiusura della Farfavola e dell’Ape Luna gestite dalla cooperativa La Sorgente.

(christian evaspasiano)

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