Suicidi in Valle d’Aosta: 24 casi nel 2018, quest’anno già otto
ATTUALITA'
di Federico Donato  
il 03/07/2019

Suicidi in Valle d’Aosta: 24 casi nel 2018, quest’anno già otto

Il Consiglio Valle ha approvato una mozione della Lega che mirava a impegnare l'assessore alla Sanità ad adottare le misure necessarie a che il fenomeno sia analizzato e relazionato al Consiglio.

Ventiquattro suicidi nel 2018 e, nei primi mesi del 2019, la conta è già arrivata a quota 8 casi.

I dati sono emersi oggi, mercoledì 3 luglio, durante il dibattito nella seduta pomeridiana del Consiglio regionale su una mozione proposta dalla Lega.

La mozione

Il documento impegna l’assessore competente ad adottare le misure necessarie a che il fenomeno descritto sia analizzato e relazionato al Consiglio entro il 30 novembre 2019, datazione voluta con un emendamento proposto dall’assessore alla Sanità Mauro Baccega.

Approvata all’unanimità

La mozione è stata approvata all’unanimità. Si tratta di un «triste fenomeno», come lo ha definito il consigliere Roberto Luboz (Lega).

I dati fanno emergere la sconvolgente realtà di una Valle d’Aosta nella quale e ogni mese si suicidano 2 persone. A elencare i dati, dopo che sulla mozione erano intervenuti molti rappresentanti delle forze politiche rappresentate in aula, è stato l’assessore alla Sanità.

«Dei 24 casi del 2018, sedici erano maschi e otto femmine. Nell’anno in corso gli otto casi sono divisi equamente tra i sessi». L’età media, ha proseguito Baccega «è tra i 65 e gli 80 anni, con due punte oltre i 90 anni di età». Sostanzialmente i suicidi non erano persone nè seguite nè note al dipartimento regionale di salute mentale. Cinque casi sono stati registrati in un solo comune, non reso noto, mentre quattro si sono registrati ad Aosta.

«Dopo gli incidenti – ha aggiunto l’assessore alla sanità – i suicidi sono la seconda causa di morte». Inoltre, ha detto ancora Baccega, «l’abuso di alcolici e di sostanze psicotiche alimentano la propensione al suicidio. Giocano un ruolo importante anche la distanza dalle famiglie e la solitudine».

L’assessorato alla sanità ha lavorato «in sinergia con quello all’Istruzione», anche perchè «gli atti anticonservativi rischiano di coinvolgere anche le fasce giovanili. Abbiamo quindi incrementato gli incontri sul territorio e bandito, con scadenza tra pochi giorni, un bando per aggiungere agli operatori sanitari tre psichiatri».

Per il mese di ottobre, ha concluso Baccega, «abbiamo in programma di organizzare un convegno centrato sul tema degli atti anticonservativi».

In foto, l’assessore Mauro Baccega.

(alessandro camera)

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