Giovane aggredita a Gignod: resta in carcere il francese indagato per violenza sessuale
CRONACA
di Federico Donato  
il 06/07/2019

Giovane aggredita a Gignod: resta in carcere il francese indagato per violenza sessuale

Esattamente due giorni dopo la presentazione della richiesta di convalida del fermo, il gip Giuseppe Colazingari ha confermato il fermo di polizia giudiziaria e ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Resta in carcere Stéphane Patrick Marcel Mangeolle, il 45enne francese accusato di violenza sessuale e lesioni che mercoledì 3 luglio ha assalito una diciottenne aostana, a Gignod.

Esattamente due giorni dopo la presentazione della richiesta di convalida del fermo, il gip Giuseppe Colazingari ha confermato il fermo di polizia giudiziaria e ha disposto la custodia cautelare in carcere.

I fatti

In base a quanto si è appreso, intorno alle 16.30, le due ragazze (la vittima ha 18 anni, mentre l’amica è minorenne) erano appena scese dal pullman, quando un uomo le ha aggredite alle spalle. Dopo che una delle due giovani è finita a terra, l’uomo avrebbe iniziato a palpeggiarle le gambe, provando a più riprese a sfilarle i pantaloncini; azioni che configurano il reato di violenza sessuale. La vittima, ha anche riportato delle lesioni dovute allo “scontro fisico”.

I fatti sono avvenuti in pieno giorno e nel centro abitato. Le urla delle ragazze hanno attirato l’attenzione dei residenti e un automobilista si è fermato per soccorrerle.

All’urlo dell’automobilista: «Ehi! Che stai facendo?», l’aggressore – senza dire nulla – si sarebbe quindi dato alla fuga. Tuttavia, nella colluttazione, ha perso la felpa, nella cui tasca era presente la patente di guida francese.

Un automobilista, che aveva assistito alla scena, avrebbe quindi deciso di seguire il soggetto, rintracciandolo nei pressi di Signayes. Lì, intorno alle 18, le Forze dell’ordine (una Volante della Polizia) lo ha raggiunto e fermato. Nel frattempo, i Carabinieri avevano raggiunto il luogo dove si sarebbe consumato il reato, dove hanno raccolto le deposizioni dei testimoni e delle vittime.

Recatesi nella caserma dei Carabinieri, le giovani avrebbero riconosciuto l’aggressore grazie a una fotografia;  si tratterebbe di un turista che aveva preso una camera in un albergo di Gignod.

In foto, il carcere di Brissogne.

(f.d.)

di segreteria 
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