Sicurezza agroalimentare: formaggi insudiciati, condannati
CRONACA
di news il
29/06/2016

Sicurezza agroalimentare: formaggi insudiciati, condannati

Forme di formaggio insudiciate, altre spanciate perché esposte al sole e non idoneamente conservate al fresco così come una parte di salumi, e ancora «compenetramento tra l’etichetta e la crosta esterna» di alcuni formaggi a causa delle elevate temperature e vendita di formaggio valdostano spacciato – almeno come prezzo – per Fontina.Questo l’impianto accusatorio che questa mattina – davanti al giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore – ha portato alla condanna della venditrice ambulante Grazia Vigna Lasina, 57 anni di Quincinetto, e del suo collaboratore Aldo Autino, 64 anni, a sua volta della provincia di Torino, condannati a una multa di 900 euro a testa più pagamento delle spese processuali per i reati legati al cattivo stato di conservazione di generi alimentari e di tentata frode in commercio, venendo invece assolti dall’accusa di abuso edilizio.Le contestazioni ai due scattarono il 23 luglio 2015, all’atto di un’ispezione da parte del Corpo forestale, dopo un «acquisto simulato» da parte di un agente, che dopo avere comprato una toma, la tagliò a metà, riscontrando all’interno una pasta dal colore scuro, in parte spanciata a causa della conservazione della forma di formaggio sotto il sole.Una parte dei formaggi – così come dei salumi – esposti presso il chiosco ambulante presente ad Antey-St-André, non erano conservati in celle frigorifero e non erano nemmeno protetti da teli per evitare che gli insetti potessero poggiarsi sopra. «Ce li avevamo, ma al momento dell’ispezione non li avevamo ancora messi», ha spiegato in aula la titolare Grazia Vigna Lasina, che a riguardo del fatto che la sua attività commerciale non risultasse allacciata alla rete dell’acqua corrente, ha affermato: «Non avevamo acqua, eravamo soliti pulire coltelli e altro con l’acqua delle bottiglie».Per quanto attiene al reato di abuso edilizio, visto che una piccola roulotte era stata posizionata a mo’ di chiosco, nonostante l’area non fosse stata individuata come idonea a ospitare attività commerciali dal Piano regolatore generale comunale, il giudice ha assolto gli imputati così come richiesto dalle difese, rappresentate in aula dagli avvocati Lorenza Palma e Oliviero Guichardaz, con quest’ultimo che nelle sua arringa ha sottolineato: «Se c’è stato abuso edilizio, questo dovrebbe essere contestato al proprietario del terreno e non ai suoi fruitori occasionali. In questa ispezione gli inquirenti hanno preso un abbaglio, il fatto che un formaggio sia spanciato non equivale assolutamente a dire che non sia commestibile, fermo restando che gli unici spanciati erano quelli a pasta molle. Siamo di fronte a due venditori ambulanti che cercano di sbarcare il lunario, l’ispezione della Forestale, con tanto di acquisto simulato, dimostra la sproporzione tra le contestazioni e quello che fu realmente riscontrato sul posto».Dal canto suo, l’accusa – al termine della requisitoria del vpo di turno – aveva chiesto la condanna di Vigna Lasina a 4 mesi di reclusione e di Autino a 3 mesi.(pa.ba.)

 

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