Consiglio Valle: Alberto Bertin lascia Alpe
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 17/10/2017

Consiglio Valle: Alberto Bertin lascia Alpe

Il consigliere chiede l'iscrizione al Gruppo misto di minoranza

Alberto Bertin lascia Alpe per aderire al Gruppo misto di minoranza. Lo annuncia in Consiglio Valle a conclusione dei lavori: «La poca chiarezza e i tatticismi esasperati che hanno contraddistinto l’azione di Alpe negli ultimi anni – ad esempio la recente vicenda del Rassemblement – mi hanno allontanato sempre più dal movimento. Finora, per correttezza e lealtà, pur in una posizione critica, non ho voluto abbandonare. Ma, come tanti che in questi anni hanno abbandonatoil Movimento ho fatto sempre più fatica a riconoscermi nell’azione e nelle strategie di questa formazione». Così nella replica Patrizia Morelli: «La decisione del collega Bertin non giunge inaspettata. Era evidente da tempo,  pur mantenendo ottimi rapporti personali con il gruppo, facesse un po’ di ménage a sé.  Riconosciamo al collega bertin di aver dato il suo apporto al nostro gruppo e alla maggioranza guidata da Marquis. Ne prendiamo atto. In un momento in cui sarebbe stato meglio fare sintesi, il collega Bertin  preferisce percorrere una strada che soddisfa la sua libertà di azione».

No alle risoluzioni

Esauriti in poco meno di un’ora i punti all’ordine del giorno, l’assemblea  è proseguita con l’iscrizione di quattro risoluzioni: la prima sulla chiusura del tunnel del Gran San Bernardo, la seconda sull’erogazione dei mutui per la casa, la terza sull’iscrizione del Monte Bianco a Patrimonio dell’Umanità Unesco e la quarta sul Fiscal compact «Sono tutti impegni importanti già in agenda del governo. L’urgenza dell’erogazione dei mutui è ben presente all’attenzione del governo. Pertanto la maggioranza ha deciso di non iscriverle all’ordine del giorno» dice il neo capogruppo di Alpe Nello Fabbri.

Minoranza, basiti

Così Patrizia Morelli (Alpe) nella replica: «Siamo basiti di fronte all’atteggiamento di chiusura di questa nuova maggioranza. Intravvediamo in questa decisione un pochino di timore nel mettere alla prova la tenuta della maggioranza già dal primo Consiglio dopo il suo varo. Sono risoluzioni che non hanno carattere rivoluzionario o di opposizione ferrea. Andrebbero discusse oggi visto che il prossimo consiglio è convocato per il 7 novembre e alcuni argomenti non saranno più attuali».
(danila chenal)

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