Governo VdA: Cognetta, ”fine di una dittatura”
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 27/06/2018

Governo VdA: Cognetta, ”fine di una dittatura”

Prosegue in Consiglio Valle il dibattito sul programma di Lega e alleati

Governo VdA: per Roberto Cognetta (Mouv’) è la fine di una dittatura.  Per gli alleati di maggioranza un’alleanza di discontinuità, di rottura per il bene della Valle d’Aosta. Per le opposizioni è il governo della Lega.

Uvp, fatti non slogan

Luigi Bertschy (Uvp): «Ai partiti nazionali non bisogna affidare una regione.  Non abbiamo una tutela dei nostri rapporti fiscali con lo Stato, è vero ma noi avremmo preferito vedere questa battaglia fatta dai rappresentanti del mondo autonomista. Avete trasformato questo progetto in intesa (tira per la giacchetta Elso Gerandin). Avete fatto una scelta molto forte. Saremo minoranza attenta e costruttiva.  Non basta lanciare slogan (liste di attesa dimezzate e riduzione costi autostradali sono gli esempi) bisogna essere concreti».

Mouv’, fine di una dittatura

Roberto Cognetta (Mouv’): «Da oggi finisce la dittatura che ci ha portati a questo punto. Con coraggio, determinazione, rischio politico qualcuno ha trovato una soluzione diversa. Non abbiamo fatto proclami. Finalmente avremo un cambiamento nei metodi e nelle persone. Ben venga in questo consiglio che si lavori tutti insieme per risolvere i problemi. Basta giochetti».  Rigetta gli appellativi accozzaglia, cacciatori di poltrone

PnV, l’autonomia non ha bandiere

Claudio Restano (PnV): «I valdostani hanno espresso a chiare lettere il loro disappunto. L’accordo di governo al quale siamo giunti è il frutto di un lavoro di mediazione tra le varie sensibilità dando la disponibilità ad accantonare frizioni e rigidità. La Lega sa quanto sia importate per la Valle d’Aosta l’autonomia che non ha colori e bandiere». Rivendica di essere «una squadra forte e determinata a raggiungere gli obiettivi». Annuisce Nicoletta Spelgatti.

Alpe, non stare alla finestra

Patrizia Morelli (Alpe): «Capiamo che la scelta di Alpe sia percepita come una soluzione innaturale. E’ stata una scelta dibattuta che ha provocato lacerazioni al nostro interno. E’ stata una scelta la più utile alla nostra regione che ha bisogno di un governo subito non fosse altro che per restituire un po’ di serenità. Ci assumiamo le nostre responsabilità. Non è il momento di stare alla finestra». La vicepresidente insiste sulla discontinuità, sulla trasparenza e sul progetto lungimirante per la Valle d’Aosta. «Su questo fronte tutti noi 18 siamo motivati» e loda la decisione coraggiosa di Emily Rini. Conclude: «sia chiaro non rinunceremo ai nostri ideali e ai nostri principi».
(danila chenal)

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