Carcere di Brissogne: due agenti aggrediti da un detenuto
CRONACA
di Danila Chenal  
il 02/08/2018

Carcere di Brissogne: due agenti aggrediti da un detenuto

Un altro episodio di violenza nella casa circondariale valdostana

Due agenti di polizia penitenziaria del carcere di Brissogne sono stati aggrediti da un detenuto. A diffondere la notizia in un comunicato l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp). I due agenti hanno riportato sette giorni di prognosi dopo essere stati aggrediti da un detenuto nigeriano di 35 anni in carcere per spaccio di droga. In quel momento i due stavano intervenendo per sedare – si legge nel comunicato – «una violenta discussione tra detenuti». L’episodio risale a lunedì scorso.

Il giorno seguente, inoltre, «un detenuto di origine tunisina con fine pena a febbraio 2019, lasciato libero di ‘circolare’ nel reparto isolamento per ragioni mediche, ha letteralmente distrutto tutti gli arredi del reparto» denuncia il sindacato che da settimane «ne chiede l’allontanamento in idonea struttura medica».

«Un’amministrazione che gestisca in modo civile e conforme al dettato costituzionale le carceri – afferma Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp – non può affidarsi al caso, perché è solo per una fortunata casualità e per lo spirito di abnegazione degli agenti di polizia penitenziaria che la situazione non è degenerata».

Altri episodi

Continuano gli episodi di violenza nella casa circondariale. A metà luglio un quarantunenne di nazionalità italiana aveva tentato di strangolare un agente di polizia penitenziaria mentre è del 25 giugno la maxi rissa scoppiata tra sette detenuti sudamericani e magrebini all’interno di una sezione.

A chiedere un direttore fisso oltre l’Osapp anche il capogruppo in consiglio regionale Lega Nord, Andrea Manfrin, e il consigliere del Carroccio, Luca Distort che, dopo un sopralluogo, hanno parlato di stringente «necessità» di avere «un direttore fisso» e «un servizio medico garantito 24 ore al giorno, visto che quando il medico va via dalle 19 alle 8 del mattino, c’è solo un infermiere che può fare ben poco – continua Manfrin -. Ci sono tante persone con malattie gravi e e tossicodipendenze, serve un controllo serio».

La denuncia del Garante

A denunciare la situazione sconfortante della casa circondariale i Brissogne è stato a più riprese negli ultimi anni il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Enrico Formento Dojot che nella relazione annuale nel mese di marzo scorso. Dei dati del 2017 aveva detto: «Purtroppo, il quadro d’insieme della situazione del carcere valdostano non si discosta rispetto a quello dell’anno precedente, anzi: è in atto un pericoloso peggioramento. Carenza di progettualità, assenza del Direttore e del Comandante della Polizia penitenziaria, edificio in condizioni di criticità: ne esce un quadro sconfortante. Il Garante si sente spesso vox clamans in deserto, posto che tali problematiche, portate all’attenzione degli organi competenti, restano sostanzialmente senza soluzione».

(da.ch.)

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