Decreto sicurezza bis: Adu punta il dito contro il sì di Tripodi e l’astensione di Lanièce
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 06/08/2019

Decreto sicurezza bis: Adu punta il dito contro il sì di Tripodi e l’astensione di Lanièce

Secondo il movimento con il loro voto contribuiscono alla deriva della democrazia

«Con la scellerata approvazione del decreto sicurezza bis galoppiamo sempre più velocemente verso il baratro della democrazia». E’ la presa di posizione indignata di Ambiente, diritti e uguaglianza.

Il movimento, che in Consiglio Valle esprime Daria Pulz, punta il dito contro la deputata valdostana pentastellata Elisa Tripodi che a Montecitorio ha votato sì, e contro l’astensione del senatore Albert Lanièce a Palazzo Madama. Scrive.

Le critiche

«Cosa ne pensino i leghisti e i loro satelliti è noto;  sempre più irricevibile nella gravità delle disumane posizioni a cui la storia stessa presenterà presto il conto, ma che i 5stelle – anche attraverso la deputata Tripodi – abbiano votato questo ennesimo obbrobrio giuridico;  questa arma di distrazione di massa dà la misura dello snaturamento del movimento».

«Inesistenti  problemi di sicurezza o addirittura di “invasione” (migranti ndr), puniti con pene che costeranno migliaia di vite il cui sangue sporcherà le mani di coloro che hanno votato questa legge fascista, fanno da cortina per il vero  obiettivo, cioè mettere fine,  in maniera cruenta, a 25 anni di protesta per un’opera inutile e dannosa (Tav ndr). Non a caso un articolo è “dedicato” a punire chi dissente;  a vietare anche le protezioni per difesa e tutto potrà essere facilmente definito oltraggio».

«Anche l’astensione del senatore Lanièce, eletto con i voti del Pd, ci pare grave. Si tratta indubbiamente di un segnale di rilevante apertura politica (del gruppo Autonomie) su un tema delicatissimo;  quello della pseudo sicurezza costruita ad arte sulla pelle degli ultimi, linea di celodurismo  sembrerebbe quindi pericolosamente condivisa dall’attuale maggioranza regionale oltreché da buona parte della minoranza, sempre più nazionalizzate negli aspetti deteriori e troppo bui».

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