Infiltrazioni negli appalti, il questore di Aosta: «Dal 2015 a oggi 9 interdittive antimafia»
CRONACA
di Federico Donato  
il 28/11/2019

Infiltrazioni negli appalti, il questore di Aosta: «Dal 2015 a oggi 9 interdittive antimafia»

Ivo Morelli è stato audito dalla I Commissione consiliare.

Dal 2015 a oggi, in Valle d’Aosta si sono registrate nove interdittive antimafia. Lo ha comunicato il questore Ivo Morelli al termine dell’audizione in I Commissione consiliare impegnata in una serie di audizioni nell’ambito dell’acquisizione di elementi conoscitivi sul fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata in Valle d’Aosta e sulla proposta di legge per l’istituzione dell’Osservatorio permanente sulle associazioni criminali di tipo mafioso.

Precisa il questore: «Sei interdittive riguardano società che trattano movimento terra ed edilizia. Nove interdittive non mi sembrano molte, pur essendo la Valle d’Aosta una regione di piccole dimensioni. Il numero è proporzionato al fenomeno e il livello economico qui è molto legato ad attività turistiche e al movimento terra, pensiamo alle frane o alla sistemazione di grandi strutture pubbliche. Il rispetto delle regole è fondamentale».

Oltre alla «massima trasparenza e pubblicità», secondo Morelli è necessario rispettare la «formalità». Cioè, deve entrare in gioco «la deontologia del politico o dell’amministratore comunale. Andare a pranzo o a cena con chi deve fare un lavoro non è opportuno. È vero che non è scritto da nessuna parte che non puoi farlo, ma non è opportuno».

Sempre riguardo al tema degli appalti, «come si accede a una gara d’appalto è notorio. Le verifiche sono numerose e bisogna farle con attenzione – continua il questore -. Stiamo lavorando per verificare le interdittive antimafia. Bisogna stare attenti a non affidare lavori parcellizzando l’impegno economico per evitare di fare una gara pubblica. Inoltre, bisogna affidarsi a società filtrate», cioè quelle presenti nella white list.

Morelli ha parlato anche del fatto che i 74 comuni presenti in Valle, configurando una grande frammentazione amministrativa, potrebbe generare un terreno fertile all’infiltrazione. «Per gestire e amministrare comuni che son distanti, l’un dall’altro, venti minuti e che hanno duemila abitanti, probabilmente basterebbe una struttura amministrativa e due basi politiche. Con un comune tratto un lavoro da 20 mila euro, se tratto in tre comuni devo fare 60 mila, e magari devo fare una gara. Delle piccole cose che, messe insieme, creano la facilità».

Insomma, la struttura dovrebbe essere «snellita, o raccordata per diverse realtà». In questo senso, «il politico ha i contatti, dà le direttive, ma poi è chi gestisce l’appalto e l’affidamento dei lavori che deve eventualmente rilevare se ci sono delle forzature anche di tipo politico».

(f.d.)

Quartiere Cogne: un’unità di progetto per “riattivarlo” dal punto di vista produttivo e sociale e «cambiare paradigma»
Via libera da prima e terza commissione consiliare alla delibera che impegna la Giunta a tutta una serie di adempimenti per rilanciare l'attrattività del Quartiere Cogne. Si partirà con l'istituzione di un'unità di progetto che terrà in contro gli interessi dei vari attori al fine di dare un seguito concreto ai lavori del Pinqua
il 22/04/2026
Via libera da prima e terza commissione consiliare alla delibera che impegna la Giunta a tutta una serie di adempimenti per rilanciare l'attrattività ...
Ricorso Testolin presidente: i giudici si riservano la decisione
L'avvocata di Avs Sara Fiorucci si è detta soddisfatta: «convinti che questa azione abbia la vittoria giudiziaria perchè si tratta di rispettare una legge della Regione Autonoma Valle d'Aosta»
il 22/04/2026
L'avvocata di Avs Sara Fiorucci si è detta soddisfatta: «convinti che questa azione abbia la vittoria giudiziaria perchè si tratta di rispettare una l...