Egomnia, il ministro Boccia: «Non ci sono i presupposti per scioglimento Consiglio Valle»
POLITICA & ECONOMIA
di Federico Donato  
il 18/12/2019

Egomnia, il ministro Boccia: «Non ci sono i presupposti per scioglimento Consiglio Valle»

Interrogazione presentata dall'onorevole valdostana Elisa Tripodi.

Egomnia, «Non ci sono presupposti per scioglimento Consiglio Valle». Lo ha comunicato oggi, mercoledì 18 dicembre, il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, rispondendo a un’interrogazione dell’onorevole valdostana Elisa Tripodi (MoVimento 5 stelle).

Il Consiglio regionale, dunque, «resta in carica nel pieno dei suoi poteri», ha precisato il membro dell’Esecutivo.

L’interrogazione

La deputata grillina, dopo aver ripercorso il bilancio attuale dell’inchiesta Egomnia e le dimissioni del presidente della Regione Antonio Fosson, ha interrogato il Governo per comprendere «se ritenga ricorrenti i presupposti per l’avvio del procedimento di scioglimento del Consiglio Valle» e se «intende valutare l’inopportunità di promuovere iniziative, anche di carattere normativo, volte a togliere le deleghe prefettizie ora affidate al presidente della Regione in virtù della normativa vigente».

La risposta del ministro

Boccia ha spiegato all’Aula che le vicende emerse relative all’inchiesta della DDA di Torino sulle elezioni regionali del 2018, «al momento non integrano i presupposti di fatto o di diritto previsti dall’articolo 48 dello Statuto» speciale della Valle d’Aosta.

Come ricordato dal ministro, infatti, «il Consiglio della Valle può essere sciolto quando compie atti contrari alla Costituzione o al presente Statuto o gravi violazioni di legge o quando, nonostante la segnalazione fatta dal Governo della Repubblica, non proceda alla sostituzione della Giunta regionale o del presidente che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni», oppure, «può essere sciolto anche per ragioni di sicurezza nazionale».

Boccia ha quindi ricordato che i quattro indagati per scambio elettorale politico mafioso – Antonio Fosson, Laurent Viérin, Stefano Borrello e Luca Bianchi – si sono dimessi e le funzioni prefettizie e di presidente sono state affidate al vice presidente, Renzo Testolin. In aggiunta, le indagini sono ancora in corso.

Il presidente/prefetto

Precisando che ogni eventuale modifica deve passare per una norma di attuazione, il ministro Boccia ha annunciato che entro la fine della settimana sarà ricostituita la Commissione paritetica.

Proprio in quella sede, dunque, potranno essere effettuate delle valutazioni sulla questione presidente/prefetto.

La replica

Ha dunque preso la parola l’onorevole pentastellata Anna Macina che, in riferimento al “doppio incarico del presidente/prefetto” ha parlato di un «paradosso».

Secondo Macina, infatti, «il controllore e il controllato sono la medesima persona». Inoltre, la deputata ha ricordato che il presidente Fosson, nell’esercizio delle sue funzioni prefettizie, ha inviato al Ministero dell’Interno la relazione relativa all’attività svolta dalle commissioni d’accesso antimafia nei comuni di Aosta e Saint-Pierre. «Chi controlla il controllore?», ha domandato Macina.

(f.d.)

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