Coronavirus: sindacati edili chiedono sicurezza per lavoratori
Firmato il nuovo contratto collettivo regionale per l'edilizia
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 13/03/2020

Coronavirus: sindacati edili chiedono sicurezza per lavoratori

Le sigle sindacali invitano le aziende e prestare massima attenzione alle disposizioni e, eventualmente, pensare a chiudere attivando gli ammortizzatori sociali

Maggiore sicurezza per i lavoratori. È questo l’appello unitario lanciato dai sindacati edili alle imprese alla luce dell’emergenza Coronavirus che sta paralizzando il paese.

L’appello

«I lavoratori devono poter essere messi in condizione di lavorare in sicurezza, altrimenti è necessario sospendere le attività e attivare immediatamente le richieste degli ammortizzatori sociali» esclamano in coro Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Savt Costruzioni.

I sindacati entrano poi nei dettagli, parlando dei «recenti provvedimenti del Governo», che impongono a tutti «comportamenti rigorosi e coerenti con tale finalità».

Alla luce dei decreti, le sigle edili chiedono la limitazione delle «attività e dei rischi per i lavoratori, proprio perché lavorare in sicurezza è la condizione necessaria per tutelare l’occupazione e per contenere al massimo la diffusione del virus».

Insomma, secondo le sigle sindacali, i «lavoratori edili, impegnati nei diversi cantieri attivi sul territorio valdostano, compresi coloro che provengono da fuori regione, devono poter operare nella massima sicurezza, per la salvaguardia della loro salute e incolumità fisica».

E rincarano la dose, sempre alla luce delle limitazioni, che impongono «alle attività produttive di limitare al massimo gli spostamenti all’interno dei siti» e di contingentare «l’accesso agli spazi comuni».

L’invito

Tenendo conto di tutto, i sindacati invitano le «imprese edili ad attenersi a quanto prescritto e a tenersi costantemente informati sui provvedimenti adottati dalle istituzioni», così che i dipendenti siano informati sulle «regole fondamentali di igiene per prevenire le infezioni virali».

Inoltre, sollecitano a «richiedere ai lavoratori il rispetto della distanza interpersonale» e a informare i dipendenti che «nel caso si manifestino sintomi quali febbre, tosse, difficoltà respiratorie, è necessario che contattino il loro medico curante o chiamino i numeri messi a disposizione dalle autorità competenti e soprattutto rimangano presso il loro domicilio».

Infine, si invitano i datori di lavoro a fornire «dispositivi di protezione efficaci a contenere la diffusione del virus» e qualora non fosse possibile «evitare la diffusione del virus», la «sicurezza fisica» e i «diritti contrattuali, come la consumazione del pasto caldo per tutti gli operai in trasferta», arriva la richiesta di «sospendere le attività e attivare immediatamente le procedure per la richiesta degli ammortizzatori sociali».

(al.bi.)

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