Lutto: la Valle d’Aosta piange il dottor Roberto Vallet
Sanità
di Luca Mercanti  
il 28/04/2020

Lutto: la Valle d’Aosta piange il dottor Roberto Vallet

Medico dello sport, è mancato oggi pomeriggio, 28 aprile, all'ospedale di Aosta. Avrebbe compiuto 70 anni a settembre

La Valle d’Aosta piange il dottor Roberto Vallet.

Specializzato in Medicina dello sport, il dottor Vallet è morto oggi, 28 aprile, all’ospedale di Aosta. Avrebbe compiuto 70 anni a settembre.

Il Coronavirus non c’entra niente: il dottor Vallet, purtroppo, ha scoperto lo scorso febbraio di avere il “classico male incurabile”.

Grande appassionato di sport, juventino sfegatato, tennista amatoriale e amante della montagna e del mare, Vallet era specializzato il Medicina dello sport. Nel suo studio di Viale Ginevra, ad Aosta, dove era anche medico di base, ha rilasciato negli anni migliaia di idoneità alla pratica sportiva agli atleti valdostani e non solo.  Da qualche anno si dedicava quasi esclusivamente alla medicina sportiva. In studio con lui, come medico di base, la moglie Elena Leotta.

Roberto Vallet è stato per diversi anni medico dell’Aosta Calcio 1911, quando la squadra rossonera cittadina attirava allo stadio Puchez migliaia di spettatori e in seguito medico della squadra di hockey CourmaAosta, ai tempi della serie A.

Roberto Vallet sarà tumulato nella tomba di famiglia nel cimitero di Saint-Christophe.

«Era una persona molto sportiva e per anni è stato l’unico specializzato in medicina dello sport in Valle d’Aosta – ricorda Giulio De Ceglie, attuale allenatore del CGC Aosta -. Per due anni abbiamo lavorato insieme all’Aosta Calcio ed era un professionista competente e appassionato, sempre molto disponibile verso atleti e società. Il dottor Vallet era un grande tifoso bianconero e spesso l’ho incontrato allo stadio quando giocava mio figlio Paolo».

«Ho conosciuto Roberto Vallet non come medico, ma come giornalista – ricorda Nunzio Santoro -. All’inizio degli anni ‘70 ha scritto per Sport Valdotain, io giocavo nell’Aosta nella serie D semiprofessionistica e lui seguiva le nostre partite. Era un ragazzo perbene, sveglio, arguto, giustamente critico, appassionato di calcio, grande tifoso della Juve. A quei tempi c’era un bell’ambiente, lui era presente anche agli allenamenti, con tutti noi aveva un bel rapporto».

(re.aostanews.it)

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