Misure anticrisi,  Mossa: «La legge di assestamento ennesima fregatura»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 20/06/2020

Misure anticrisi, Mossa: «La legge di assestamento ennesima fregatura»

Il consigliere M5S critica i fondi aggiuntivi al Forte di Bard e la pioggia di soldi per gli impianti a fune

Misure anticrisi,  Mossa: «La legge di assestamento ennesima fregatura».

Le motivazioni

Il consigliere M5s motiva l’astensione in Commissione consiliare. «Votare sì al disegno di legge significa garantire alla popolazione valdostana l’ennesima e, spero, ultima grandiosa fregatura che le forze autonomiste e schiavetti vari hanno distribuito a piene mani nel corso del tempo». Così sul provvedimento che da lunedì 22 giugno sarà in discussione in Consiglio Valle. «La scelta del voto è talmente scontata da essere banale per chi, come il sottoscritto, ha lavorato seriamente all’esame e al miglioramento del DL60, che lunedì prossimo approderà in Consiglio».

Secondo Mossa, infatti, «votare no a questo provvedimento per la ripresa post-Covid della nostra Regione, è impossibile, perché qualche aiuto a categorie bisognose e meritevoli di supporto viene pure considerato: in tutta coscienza non posso negare questa solidarietà».

Le critiche

Tra le misure criticate da Mossa figurano il criterio di ripartizione dei fondi tra i Comuni, un «regalo straordinario di 1,7 milioni» al Forte di Bard, un «contributo straordinario d 2,3 milioni per la riduzione dei rischi idrogeologici di una pista al Comune leghista di Courmayeur».

Inoltre, Mossa segnala che «tra i 60 milioni dedicati agli impianti a fune, ben 32 riguardano quattro soli progetti, tutti pluriennali e quindi a prescindere rinviabili», sostenendo che «tali iniziative sono oltre il campo di azione legittimo per Giunta e Consiglio dimissionari». Infine,  il consigliere del M5s sottolinea: «Chissà quanti degli aderenti al fondo valdostano di pensione integrativa saranno lieti di sapere che con l’art. 8 i loro contributi entreranno nel bilancio regionale…. cioè verranno di fatto dati in garanzia (cioè in pegno) per i debiti della Regione!».
(re.aostanews.it)

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