Coronavirus, ecco il giro di vite: discoteche chiuse, mascherina obbligatoria anche all’aperto
Sanità
di Luca Mercanti  
il 17/08/2020

Coronavirus, ecco il giro di vite: discoteche chiuse, mascherina obbligatoria anche all’aperto

C'è anche l'ordinanza regionale: in vigore da oggi, lunedì 17 agosto. Michele Napoli (Silb VdA): le attività valdostane sono penalizzate da quanto avviene nel resto del Paese

Nessuno spazio di manovra per le regioni. Le discoteche e le sale da ballo sono costrette a chiudere. Insomma, dopo Ferragosto in Italia non si balla più. Almeno fino al 7 settembre.

Gli ultimi dati sull’andamento del contagio da Covid-19 in Italia – per nulla rassicuranti – hanno convinto il Governo nazionale a prendere in mano la situazione. Nel pomeriggio di ieri, domenica 16 agosto, in videoconferenza, ne hanno parlato i ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza e Stefano Patuanelli e i presidenti delle Regioni; anche Renzo Testolin era collegato.

Oltre allo stop dei locali da balli, arriva l‘uso delle mascherine all’aperto. A preoccupare il Governo italiano, infatti, è in generale tutta la movida, compresi quindi i luoghi di ritrovo, le piazze e i locali.

In particolare, con l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza il governo ha introdotto l’obbligo di utilizzare la mascherina dalle 18 alle 6, su tutto il territorio nazionale, anche «all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti».

Oggi, lunedì 17 agosto, il presidente della Regione, Renzo Testolin ha firmato l’ordinanza con i nuovi divieti e misure.

 

La posizione del sindacato pubblici esercizi

«In Valle come licenza da discoteca al momento c’è un solo locale aperto – afferma il presidente di Silb VdA, Michele Napoli -, ma questo non significa nulla. Secondo me si tratta di una decisione affrettata e si è voluto puntare il dito contro le discoteche perché sono luoghi dove si crea assembramento. Ma qui ad Aosta ho visto di persona come andavano le cose e si faceva di tutto per far rispettare le regole con controllo della temperatura all’ingresso e mascherine obbligatorie. Ovvio che far rispettare il distanziamento è più difficile, ma almeno in discoteca ci sono gli addetti alla sicurezza che controllano. Preciso che è un bene che ci siano movimento e tanti giovani in centro, però anche lì è difficile far rispettare le regole. Ora, se le discoteche chiudono, i giovani si riverseranno nelle vie della città dove i controlli spettano alle Forze dell’ordine, che sicuramente fanno un ottimo lavoro ma è impossibile controllare tutta la città».

Secondo Napoli, «le attività valdostane sono penalizzate da quanto accade altrove in questo caso. I locali estivi hanno aperto in ritardo e ora sono costretti a chiudere in anticipo. Di fatto hanno lavorato un mese. Troppe attività in Italia sono fallite o rischiano il fallimento; questo lo so perché ho parlato con i rappresentanti Silb delle altre regioni e anche oggi (lunedì ndr) ci incontriamo, perché non possiamo rimanere con le braccia incrociate».

(federico donato)

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