Aosta, donna trovata morta con la gola tagliata: dalle telecamere di sorveglianza forse la soluzione del giallo
Gli investigatori al lavoro in viale Partigiani 48
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 18/04/2021

Aosta, donna trovata morta con la gola tagliata: dalle telecamere di sorveglianza forse la soluzione del giallo

Elena Serban Radula, 32 anni, forse uccisa con un coltello

“Io l’ho vista l’ultima volta ieri mattina intorno alle 11. L’ho sempre vista da sola e non ci conoscevamo. Non ci salutavamo nemmeno”. È quanto afferma un vicino di casa di Elena Serban Radula, la donna di 32 trovata morta oggi, domenica 18 aprile, all’interno di un appartamento al primo piano del condominio al civico 48 di viale dei Partigiani, ad Aosta.

La donna presenta una profonda ferita alla gola. E’ stata trovata senza vita in bagno dai vigili del fuoco, entrati in casa dopo essere stati allertati dalla sorella la quale non riusciva a mettersi in contatto da circa 24 ore con la defunta.

Sul posto sono presenti il sostituto procuratore Luca Ceccanti, gli agenti della Polizia di Stato e la Scientifica. Gli inquirenti indagano per omicidio.

Presenti anche i medici legali che in questo momento sono all’interno dell’abitazione per eseguire i primi accertamenti sul corpo. Nel frattempo, anche la Scientifica sta facendo i primi rilievi.

Le telecamere di sorveglianza

Un altro vicino di casa della donna ha spiegato ai cronisti: “Mia mamma abita qui vicino all’appartamento. Io ho dormito qui ma non ho sentito nulla. Però negli scorsi mesi ci hanno rotto il portone un paio di volte, quindi abbiamo fatto installare delle telecamere”.

Proprio dalle immagini registrate dalle telecamere potrebbe fornire una pista agli investigatori. Tuttavia, sarà fondamentale comprendere l’ora del decesso della donna.

Sempre un residente ha affermato: “Questa mattina sono uscito alle 6.30 con il cane. C’era una macchina bianca con due ragazzi. Mi hanno chiesto di aprire il portone. Però non so altro…io lavoro tutto il giorno quindi non so nemmeno dire se ci sia un via vai sospetto qui”.

(Federico Donato)

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