Chiusa in casa da un anno, l’appello di una ragazza malata: «Vaccinate almeno i miei familiari»
ATTUALITA'
di Danila Chenal  
il 14/05/2021

Chiusa in casa da un anno, l’appello di una ragazza malata: «Vaccinate almeno i miei familiari»

Cécile è nata con una patologia che comporta vari problemi al cuore e ai polmoni

Chiusa in casa da un anno, l’appello di una ragazza malata: «Vaccinate almeno i miei familiari».

L’appello

Sono Cécile, una ragazza di quasi sedici anni. Frequento il secondo anno del liceo musicale ad  Aosta. Sono nata con una patologia che comporta vari problemi al cuore e ai polmoni.Quest’anno, a causa della situazione sanitaria, è stato un anno difficile per tutti gli studenti valdostani, ma io mi sono sentita ancora più in difficoltà.  Con la mia patologia sono proprio uno di quei soggetti fragili di cui si parla tanto, e per questo motivo ho frequentato le lezioni online anche quando si poteva andare in presenza.

La mia casa si è trasformata in una campana di vetro e se è difficile non sentirsi imprigionati per un adulto, figuriamoci per una quasi sedicenne con tanti progetti e tanta voglia di vivere.

Per di più, mia mamma, che è un’insegnate, ha contratto il Covid. Per questo motivo abbiamo dovuto dividerci. Mia sorella ed io siamo state per un mese nella casa dei vicini, mentre mio padre e l’altra mia sorella sono rimasti ad assistere mia mamma.

Dopo la guarigione è iniziata la campagna di vaccinazione e anche noi abbiamo iniziato ad informarci. Mia mamma si è rivolta più volte alle autorità sanitarie spiegando la mia situazione di persona fragile. Sulle prime ci hanno detto che avrei dovuto aspettare di avere sedici anni compiuti e così io mi sono rassegnata a stare in casa.

Nel mentre, mia mamma si è vaccinata e abbiamo richiesto le vaccinazioni per gli altri componenti della famiglia.  A oggi  non  abbiamo ancora ricevuto una risposta, mentre vengo a sapere che molte persone hanno fatto il vaccino anche se non facevano parte delle categorie con priorità.

Capisco benissimo le difficoltà di questo momento, ma mi pare che la mia patologia  sia particolarmente complessa visto che vivo normalmente con una saturazione di 80/ 85 e faccio uso della bombola di ossigeno e forse bisognerebbe almeno prendere in considerazione le richieste di vaccinazione dei miei familiari soprattutto per proteggere me.

Ora sono molto preoccupata per la mia situazione, perché comunque gli altri componenti della mia famiglia escono normalmente per questioni lavorative e scolastiche e potrebbero contrarre il virus rischiando di contagiarmi. Quindi vorrei tanto che qualcuno prendesse a cuore la mia richiesta di vaccinazione e quella delle persone che si trovano in una condizione simile alla mia.

Vorrei  tornare a vivere una vita “quasi normale”.

Cécile Martignene

“Riprendersi l’anima”: Paolo Crepet al Forte di Bard
Il monologo dello psichiatra sulle sfide della modernità e le difficoltà delle nuove generazioni ha chiouso, venerdì 31 luglio, gli Incontri dell'Estate al Forte
il 01/08/2026
Il monologo dello psichiatra sulle sfide della modernità e le difficoltà delle nuove generazioni ha chiouso, venerdì 31 luglio, gli Incontri dell'Esta...
Ad Aosta è il giorno della Foire d’été
La fiera dell'artigianato valdostano animerà il centro storico per tutta la giornata; sono 407 gli espositori iscritti, 47 le imprese e i maestri artigiani all'Atelier des Métiers
di Erika David 
il 01/08/2026
La fiera dell'artigianato valdostano animerà il centro storico per tutta la giornata; sono 407 gli espositori iscritti, 47 le imprese e i maestri arti...