Montagna, Paolo Comune: «L’ignoranza porta a correre troppi rischi»
CRONACA
di Federico Donato  
il 20/08/2021

Montagna, Paolo Comune: «L’ignoranza porta a correre troppi rischi»

Secondo il direttore del Soccorso alpino valdostano, intervenuto nella rassegna Valp&Livre, «dobbiamo sensibilizzare le persone su questo tema»

«C’è una sorta di ignoranza, nel senso buon del termine, sul tema montagna. Chi va sul ghiacciaio senza precauzioni e attrezzatura lo fa perché non conosce il mondo che c’è sotto la neve, fatto anche di crepacci». Così Paolo Comune, direttore del Soccorso alpino valdostano, nel corso dell’appuntamento della rassegna Valp&Livre dedicato al soccorso in montagna e andato in scena giovedì sera nell’ex centralina di Valpelline.

L’intervento

Comune ha spiegato: «Una volta sono stato in vacanza in Sardegna. Ero in camper vicino a una spiaggia un po’ selvatica e, dopo giorni di pioggia, appena ha smesso ho visto due ragazzi che gonfiavano un canotto per andare in mare. Io ho provato invidia, anche io lo avrei fatto volentieri. Ma un mio amico sardo, che era lì, ha detto: “cosa fanno? Se perdono un remo non tornano più indietro, c’è la corrente che porta al largo”. A me non era nemmeno venuto in mente. La stessa cosa succede in montagna, è solo ignoranza».

Anche perché «le persone che vediamo sul ghiacciaio da sole, slegate e in pantaloncini corti, non credo siano lì a sfidare nessuno o a far vedere di essere più forti. Semplicemente ignorano il fatto che sotto di loro c’è un mondo con dei pericoli».

Obiettivo: sensibilizzare

E proprio per combattere l’ignoranza il Soccorso alpino valdostano diffonde immagini di alpinisti che si trovano sul ghiacciaio con un abbigliamento più consono alla spiaggia. «L’obiettivo non è mettere qualcuno alla gogna – ha precisato Comune -, ma spiegare che in certe situazioni bisogna prendere delle precauzioni».

Intervenire con l’elicottero per recuperare qualcuno bloccato perché impreparato e privo di attrezzatura, infatti, «non è solo uno spreco dal punto di vista economico, ma significa anche che l’elicottero impegnato in quel momento non può intervenire per un servizio urgente di eliambulanza, ad esempio per una persona che ha avuto un infarto».

«Veniamo etichettati come bacchettoni, ma noi chiediamo solo rispetto», ha concluso il direttore del SAV.

Nel corso della serata – che ha registrato il tutto esaurito – sono intervenuti anche il medico esperto di soccorso in montagna Carlo Vettorato, la guida alpina (tra i primi a effettuare recuperi in elicottero) Felice Aguettaz e due dei medici che lavorano anche sull’elicottero, Silvia Roero e Alessandro Bosco. A moderare è stato il giornalista Luca Casali.

(f.d.)

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