Il corpo a terra, la corda al collo e le travi integre: il giallo sulla morte di Pino Betemps
La Squadra mobile impegnata in un sopralluogo davanti alla villetta
CRONACA
di Federico Donato  
il 21/10/2021

Il corpo a terra, la corda al collo e le travi integre: il giallo sulla morte di Pino Betemps

Le prime risposte utili all'inchiesta condotta dalla Squadra mobile e coordinata dalla Procura arriveranno solo dall'autopsia

Il corpo era a terra, in avanzato stato di decomposizione. Al collo aveva una corda (non un cappio come trapelato in un primo momento). Sulla salma non erano presenti segni evidenti di un’aggressione. Potrebbe essersi trattato di un suicidio, la corda lo suggerisce. Ma qualcosa non torna sulla morte di Pino Betemps, 72enne di Saint-Christophe trovato senza vita martedì nella cantina della sua abitazione in località Sorelley.

Corda al collo, ma corpo a terra

Se l’uomo – che viveva in una vecchia villetta in una situazione di degrado insieme al fratello (di cui si prendeva cura e che attualmente è ricoverato in ospedale) – si è tolto la vita con la corda, come mai il corpo era a terra? E’ possibile che si sia stretto la fune intorno al collo da solo? Tutte le travi del soffitto sono integre, dunque è escluso che una si sia spezzata in un momento successivo all’eventuale estremo gesto. E dai rilievi non sono emersi elementi in grado di provare che un qualsiasi altro “appiglio” abbia ceduto al peso del corpo. I detective, poi, non hanno trovato biglietti di addio.

Che ci sia dunque la mano di un killer dietro alla morte di Pino Betemps? Anche questa ipotesi non è stata esclusa. Difficile però immaginare un movente. Betemps viveva in quella villetta circondata dalle vigne da tantissimi anni insieme al fratello Franco. Entrambi non avevano praticamente rapporti con il mondo esterno, motivo per cui è anche difficile ricostruire quando Pino sia stato visto vivo per l’ultima volta.

Impensabile che si sia trattato di un furto (o di una rapina) finito in tragedia vista la situazione di degrado in cui vivevano i due fratelli.

L’autopsia

Le indagini condotte dalla Squadra mobile e coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Roteglia sono a 360°. Come da procedura, l’ufficio inquirente di via Ollietti ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti.

Per vederci chiaro la Procura della Repubblica conferirà in questi giorni l’incarico per gli esami medico-legali da eseguire sul corpo di Betemps. Solamente dall’autopsia, infatti, potrebbe arrivare la risposta a due interrogativi fondamentali: com’è morto Pino Betemps? E quando?

Nel frattempo, sono attesi gli esiti dei rilievi eseguiti dalla Scientifica nell’abitazione al vecchio civico 33 di località Sorelley.

Le uniche certezze, al momento, sono due: non vi sono segni di effrazione e la porta di casa era aperta. Difficile però capire se qualcuno si sia introdotto nella villetta; in tutti i locali regnano disordine e sporcizia, cantina compresa. Il corpo, infatti, è stato trovato tra bottiglie vuote e rifiuti vari. Tutti elementi che complicano il lavoro della Scientifica.

Le indagini

I vicini di casa sono già stati sentiti dalla Squadra mobile, ma non sono emersi dettagli utili all’inchiesta.

Ed è stato proprio un vicino, Riccardo Fonte, a trovare il cadavere. Avendo visto Franco Betemps (il fratello di Pino) a terra privo di sensi davanti alla porta della vecchia villetta, l’uomo aveva chiamato il 118. Mentre i sanitari prestavano i primi soccorsi – Franco era disidratato, infreddolito e denutrito ma non presentava segni di violenza -, Fonte e un’altra vicina di casa avevano deciso di cercare Pino. La porta dell’abitazione era aperta, quindi i due sono entrati in casa e, in cantina, hanno trovato il corpo senza vita.

(f.d.)

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