Forte di Bard: il direttore Fazari lascia dopo soli 4 mesi: non mi è stato permesso di fare il mio lavoro
CULTURA & SPETTACOLI
di Erika David  
il 24/03/2022

Forte di Bard: il direttore Fazari lascia dopo soli 4 mesi: non mi è stato permesso di fare il mio lavoro

Risoluzione consensuale del rapporto, ma l'ormai ex direttore polemizza e torna a fare il dirigente scolastico. Nuovo bando già pubblicato il 22 marzo

Forte di Bard: Fazari lascia, nuovo bando per l’incarico di direttore.

Dopo 4 mesi il direttore Francesco Fazari lascia l’incarico al Forte di Bard: «Non mi è mai stato permesso di fare il mio lavoro»; la presidente Badery: «no comment».

È stato pubblicato il martedì 22 marzo il nuovo avviso «di selezione pubblica, per titoli ed esami, per il conferimento dell’incarico di direttore presso l’Associazione Forte di Bard mediante l’assunzione a tempo determinato per tre anni».

Le domande dovranno pervenire entro le 14 del 20 aprile 2022.

Le accuse

Francesco Fazari

«Sono ritornato a scuola». Risponde così Francesco Fazari, 58 anni, dirigente scolastico al Liceo delle Scienze umane e Scientifico Regina Maria Adelaide di Aosta, che per 4 mesi ha ricoperto l’incarico di rettore del Forte di Bard dopo aver vinto il secondo concorso indetto dall’associazione.

Perché?

«Per 4 mesi non ho potuto fare il direttore» risponde. «Se non posso fare una cosa per cui ho passato un regolare concorso, mi sento un po’ frustrato, allora lunedì 21 c’è stato il recesso consensuale di ambo le parti del mio contratto».

Incalzato Fazari spiega: «Se lei ha notato in questi mesi non sono mai comparso, non ho mai fatto dichiarazioni, se avessi saputo che avrei dovuto fare il direttore amministrativo me ne sarei rimasto a scuola! È una situazione frustrante ed è tutto documentato perché l amia sensazione di disagio l’ho detta, l’ho scritta e l’ho protocollata».

Nessuna decisione sulla linea artistica di questi mesi, sulla programmazione, sulle mostre, «zero».

«Eppure – aggiunge – ho passato il concorso con 27 punti su 30 e un giudizio ottimo, quindi c’è solo una grande grande amarezza. Lunedì è stato il mio ultimo giorno e martedì è già stato bandito il nuovo concorso, io una riflessione la farei…»

L’ex direttore, tornato alla sua scrivania del Regina Maria Adelaide, dove aveva un distacco temporaneo espone i suoi dubbi anche a proposito dei requisiti richiesti dai bandi. «Nel primo si chiedeva una laurea con indirizzi più precisi in area culturale, nel secondo è stato cambiato e serviva una laurea in scienze economiche, legge e ingegneria gestionale, ora una laurea magistrale tout court, senza alcuna specifica… Cosa cercano? Manca una linea!».

La replica

Annalisa Cittera, curatela Forte di Bard, l’ex direttore Francesco Fazari, l’artista Andrea Ventura e la presidente Ornella Badery

La presidente dell’associazione Forte di Bard, Ornella Badery, preferisce non commentare per il momento, ma una battuta le scappa: «Non lo lasciavamo lavorare? Sì lavorava, non capisco quale fosse il suo ruolo…Il direttore? No comment».

La nomina

Francesco Fazari, laureato in Economia, era risultato l’unico candidato idoneo dopo il colloquio di giovedì 21 ottobre 2021.

Tre le candidature al secondo bando per la ricerca della nuova figura che la scorsa primavera non aveva avuto esito positivo. Oltre a Fazari, il direttore pro tempore Luca Bringhen, già direttore amministrativo dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta, incaricato di traghettare il Forte per sei mesi in attesa del nuovo bando, e Francesca Verga, coordinatrice della Manifesta Biennal, biennale d’arte di Amsterdam.

A spingere Fazari verso il Forte diBard è stata la voglia di rimettersi in gioco, ancora una volta, la voglia di studiare, approfondire e la passione per il mondo dell’arte trasmessagli dal professore Acerbi al liceo. «Dopo 10 anni da preside è bello cambiare emettersi in discussione, altrimenti si rischia di non motivarsi mai – diceva all’indomani dell’esito del bando -. Dico sempre ai ragazzi e alle ragazze che bisogna studiare, spero di essere stato un buon esempio».

(erika david)

 

 

 

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