POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 03/06/2022

Lavoro, Coldiretti VdA: mancano gli stagionali anche negli alpeggi

L'associazione rossonera chiede di accelerare i tempi per consentire l'arrivo degli extracomunitari in Italia

Le difficoltà nel reperire lavoratori sono ormai note da tempo, ma ora arriva anche l’allarme di Coldiretti Valle d’Aosta, che denuncia la mancanza di stagionali negli alpeggi.

L’allarme

Secondo l’associazione del presidente Alessio Nicoletta, infatti, nemmeno l’agricoltura e la zootecnia valdostane sfuggono alle difficoltà di reperire lavoratori stagionali che, in particolare, si occupino di alpeggi, cura degli animali e preparazione della Fontina.

L’allarme arriva nel momento in cui la ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, ha annunciato l’arrivo di un nuovo decreto flussi, sul quale l’associazione rossonera chiede di fare in fretta e di velocizzare il rilascio dei nullaosta per consentire ai lavoratori extracomunitari, già ammessi con il decreto flussi di gennaio, di poter arrivare in Italia.

Il presidente di Coldiretti VdA

La situazione è illustrata dal presidente di Coldiretti VdA, Alessio Nicoletta.

«Le nostre aziende zootecniche hanno bisogno dei lavoratori richiesti ma, ad oggi, non sono stati ancora rilasciati i nullaosta da parte degli sportelli unici – spiega Nicoletta -. Una situazione che potrebbe mettere in difficoltà gli allevatori alle prese con un momento non facile, visto l’aumento dei costi di produzione».

Al momento il problema riguarda la zootecnia, ma «prevediamo che possa interessare nel corso della stagione anche altri settori agricoli» evidenzia ancora il presidente.

I dati

Rispetto al 2021, la quota di lavoratori extracomunitari è stata aumentata a 69mila unità.

La fetta relativa all’agricoltura è di 42 mila, a fronte però di circa 100mila domande, a conferma di come la presenza straniera sia divenuta ormai strutturale (29% del totale di giornate di lavoro necessarie).

«Lavoratori qualificati»

Il direttore di Coldiretti VdA entra nei dettagli.

«Sono lavoratori qualificati e che, ormai da anni, sono impiegati sul territorio e sono divenuti indispensabili – evidenzia Gasco -. In molti casi, poi, sono nati anche veri e propri rapporti di amicizia, che garantiscono una buona integrazione di questi lavoratori nella comunità valdostana».

«Ammortizzatori sociali»

Coldiretti, poi, porta avanti un’altra battaglia.

«Ribadiamo la necessità di consentire il lavoro temporaneo nei campi anche ai percettori di ammortizzatori sociali, agli studenti e ai pensionati italiani con strumenti concordati con i sindacati – conclude Gasco -. Servono un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione, che possa garantire flessibilità e tempestività di un lavoro legato all’andamento climatico sempre più bizzarro».

(al.bi.)

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