Aosta: il servizio nidi piace, ma il Comune vara una task force a supporto della genitorialità
Massimo Angelo Zanetti, Gianni Nuti e Titti Forcellati
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 28/07/2023

Aosta: il servizio nidi piace, ma il Comune vara una task force a supporto della genitorialità

I risultati della ricerca condotta dall'Università della Valle d'Aosta mostrano il gradimento per i servizi alla prima infanzia, ma mettono anche in luce le necessità delle famiglie: servono comunicazione e anche supporto nei primi anni di vita del piccolo

Un buon apprezzamento del funzionamento dei nidi comunali, ma anche la necessità di maggiori comunicazione e trasparenza nel rapporto con le famiglie, ma soprattutto l’esigenza di mettere in piedi una task force per il sostegno alla genitorialità.

Sono a grandi linee i risultati emersi dalla ricerca qualitativa sui bisogni delle famiglie con minori in età 0-3 anni, riguardanti il servizio dei nidi d’infanzia comunali, redatto dall’Università della Valle d’Aosta, con l’apporto del responsabile scientifico Massimo Angelo Zanetti e condotta dal ricercatore Manuel Finelli.

L’investimento è di 23 mila euro.

La ricerca

Condotta nell’ambito della convenzione stipulata tra ateneo rossonero e Comune di Aosta, la ricerca sui bisogni e le aspettative delle famiglie ha coinvolto 42 genitori (11 di nazionalità straniera, di età compresa tra i 26 e i 52 anni), su un totale di 540 nuclei (al 30 giugno 2022) con figli da 0 a 3 anni (576 in totale).

Il lavoro ha evidenziato come su 535 genitori intestatari di scheda anagrafica, 139 hanno meno di 35 anni e il 16% supera i 45 anni, «dato in linea con l’aumento dell’età a cui si fanno figli» ha ricordato Massimo Angelo Zanetti, che poi è sceso nei dettagli.

Condotta con approccio «qualitativo», fatto di interviste in profondità, la ricerca ha raggiunto un campione «soddisfacente» del 7.7% degli interessati.

«Questi sono stati ripartiti in cinque focus group in base al profilo sociale: Under e Over 35, ma anche lavoratori con orari standard, non standard e professionisti (che hanno orari flessibili e maggiore disponibilità economica)» ha raccontato Zanetti.

«Prima risposta ai concittadini»

L’assessora alle Politiche sociali, Titti Forcellati, ha evidenziato come «una prima risposta alle esigenze delle famiglie» sia stata data con il nuovo regolamento per i servizi alla prima infanzia, approvato nell’ultimo consiglio, ma soprattutto dall’aggiunta di 24 posti con la convezione stipulata con la Farfavola, che porta il totale a «150 posti nei quattro nidi cittadini e in quello convenzionato».

Il tutto in attesa che da settembre partano i lavori per il nido del Quartiere Dora.

La ricerca sui nidi: soddisfazione per i servizi

Passando alla ricerca, Titti Forcellati ha sottolineato come, «nonostante non fossero previste domande specifiche, è emerso in maniera importante il gradimento dei servizi – ha detto -. Chi frequenta i nidi è soddisfatto per la dedizione e la competenza delle educatrici».

Promossi con piccoli nei qualità della formazione didattica e del cibo, il lavoro ha evidenziato anche dei punti dolenti da affrontare, legati anche al fatto che solamente 150 famiglie su 540 accedono al nido, «spesso perché uno dei due genitori, prevalentemente la mamma, rinuncia o posticipa il rientro la lavoro» ha sottolineato l’assessora.

Punti da affrontare

Tra le note “dolenti”, Titti Forcellati ha rimarcato come «parecchi genitori non hanno ancora chiari i costi, dobbiamo allineare la differenza tra l’immaginario, che si aspetta costi elevati, e la realtà, che vede prezzi molto accessibili per oltre il 67% dei frequentatori».

Con «pochissimi casi di esperienze non positive», Forcellati ha puntato il dito anche su altri aspetti.

«Molte famiglie non sanno come funzioni l’accesso ai nidi – ha sottolineato – e per questo serve maggiore comunicazione e trasparenza nelle graduatorie. A tal proposito, pensiamo di istituire un “benvenuto” ai nuovi nati, così da spiegare tutti i servizi e anche il nuovo regolamento».

Altri aspetti riguardano enti diversi, ma il comune di Aosta si farà portavoce del disagio.

«Le famiglie chiedono anche maggiore comunicazione con ostetriche, pediatri e una maggiore disponibilità di tate familiari – ha evidenziato ancora -. Con la pandemia, poi, tante famiglie sono state disorientate da continui cambiamenti e altre, come al Quartiere Dora, si sono trovate senza servizio».

Task force per il supporto alla genitorialità

L’aspetto forse più “preoccupante”, ma che stimola l’intervento dell’amministrazione aostana, riguarda una sorta di grido d’aiuto da parte di molte famiglie.

«Serve maggiore supporto alla genitorialità – ha concluso Forcellati -. Con le risorse che abbiamo e i con i gestori aiuteremo maggiormente le famiglie prive di rete familiare o amicale. Molti si sentono soli al primo figlio e hanno apprezzato il fatto di venire coinvolti e ascoltati. La cosa non riguarda solo i frequentatori del nido, anzi, il senso di solitudine va lenito e abbiamo già previsto interventi, fuori dal finanziamento regionale, per declinare in diversi modi questo apporto, con momenti di incontro e un supporto ampliato».

Il sindaco

Il sindaco, Gianni Nuti, ha sottolineato come la «riforma silenziosa» dei servizi alla prima infanzia sia «importantissima – ha detto -. Ci permette un confronto con una pluralità di voci, migliorando le modalità lavorative e il dialogo. Quando si produce innovazione, è importante affiancarla alla ricerca: così abbiamo ottenuto indicatori fondamentali per capire le trasformazioni e provare a dominare i loro effetti».
(alessandro bianchet)

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