Elezioni europee: VdA Aperta, sì al voto fuori sede per battere l’astensionismo
Il simbolo di Valle d'Aosta aperta
Politica
di Danila Chenal  
il 15/02/2024

Elezioni europee: VdA Aperta, sì al voto fuori sede per battere l’astensionismo

Nel corso del prossimo Consiglio, Erika Guichardaz presenterà una mozione che fa propria una richiesta che viene dal basso, con raccolte firme e mobilitazioni

Elezioni europee: VdA Aperta sì al voto fuori sede per battere l’astensionismo. Scrive la coalizione: «Il rischio astensionismo è molto forte, per questo invitiamo con forza tutte e tutti ad esercitare il diritto di voto».

Prosegue la nota: «In questo senso il tema del voto dei fuori sede è un argomento importante che riguarda la democrazia nella sua essenza: quella della partecipazione. Si tratta di un obiettivo trasversale, di interesse generale, come dimostrato anche dal fatto che in questi anni le proposte di legge sono state promosse da forze politiche diverse: PD, + Europa, Azione, Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi Sinistra».

La Camera ha già approvato il provvedimento.

Una mozione

Annuncia VdA aperta: «Nel corso del prossimo Consiglio, la nostra Consigliera Erika Guichardaz presenterà una mozione che fa propria una richiesta che viene dal basso, con raccolte firme e mobilitazioni da parte di lavoratori, cittadini e studenti. Una mozione, già approvata all’unanimità dal Consiglio regionale lombardo, che sollecita il Parlamento a legiferare».

Secondo il testo della legge, chi si trova in un comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o cura potrebbe comunque esprimere la sua scelta.

La maggioranza parlamentare ha recentemente presentato un emendamento al Decreto legge “Elezioni 2024”.

La legge

Il testo riguarda esclusivamente le elezioni europee e gli studenti (poco meno di 600.000 e non tutti i fuorisede, più di 4 min di persone) e prevede due meccanismi diversi a seconda che lo studente fuori sede abbia il domicilio in un comune della stessa circoscrizione elettorale del comune di residenza oppure in una diversa, quando, appunto, basterebbe approvare in Senato la legge già votata alla Camera.

Da ricordare, infine, che l’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea, con Cipro e Malta, che non prevede strumenti di voto alternativo (delega, corrispondenza o anticipato) a quello in presenza.

(re.aostanews.it)

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