Valtournenche: il Comune avvia la procedura, Le Breuil sarà ancora Breuil-Cervinia
comuni
di Danila Chenal  
il 09/03/2024

Valtournenche: il Comune avvia la procedura, Le Breuil sarà ancora Breuil-Cervinia

Valtournenche: il Comune avvia la procedura, Le Breuil sarà ancora Breuil-Cervinia.

Dopo le polemiche divampate nel novembre scorso per il nuovo toponimo ‘Le Breuil’, deciso nell’aprile 2023 dal Consiglio comunale di Valtournenche, l’amministrazione comunale fa un passo indietro e avvia, con una delibera approvata dal Consiglio comunale, la procedura per tornare al toponimo ‘Breuil-Cervinia’.

Le motivazioni

«Gli uffici regionali – ha riferito in aula la sindaca  Elisa Cicco – hanno comunicato che non vi sono stati prima casi analoghi di richiesta di variazione di denominazioni approvate, ma ciò non preclude la possibilità di procedere».

Di fronte a una mozione sul tema, presentata dalle minoranze e poi ritirate, la sindaca ha detto che «l’iter corretto è approvare una delibera consiliare per fermare il procedimento in atto e aprirne uno nuovo».

La delibera è stata poi approvata da quasi tutto il Consiglio comunale.

«Successivamente – ha spiegato la prima cittadina – sarà promulgato il nuovo decreto di applicazione da parte del presidente della Regione. Il toponimo richiesto sarà Breuil-Cervinia e saranno rivisti anche quelli delle frazioni nel loro complesso.    Ci vorrà però del tempo. La sindaca ha sottolineato che la delibera ferma il procedimento avviato il 28 aprile 2023 (senza revocarlo) e ne avvia uno nuovo, che consiste in una nuova interazione con la Commissione per la toponomastica locale del Brel (Ufficio regionale etnologia e linguistica), per giungere a una nuova formulazione.

Il consigliere di maggioranza Elmo Meynet ha annunciato il proprio voto contrario perché il  percorso,  iniziato nel 2011, lo vedeva quale componente della Commissione per la revisione della toponomastica.

«Le proposte del territorio sono state trasmesse al Brel – ha dichiarato in aula -, che ha consultato il Catasto sardo e proposto la scrittura dei toponimi con le specifiche giustificazioni. La Giunta Camaschella non si è espressa e, dopo il mio pensionamento, la giunta Maquignaz ha completato l’iter. È stato fatto tutto in piena consapevolezza e si era ipotizzata sulla segnaletica la doppia denominazione, anche in patois».

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