Zone produttive speciali e zone franche montane: via libera del Consiglio alla proposta di legge
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 11/07/2024

Zone produttive speciali e zone franche montane: via libera del Consiglio alla proposta di legge

Il testo, che è passato con 33 voti a favore, sarà trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.

Zone produttive speciali e zone franche montane: via libera del Consiglio alla proposta di legge che ora sarà trasmessa alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.

La loro istituzione passa con 33 voti a favore e 2 astensioni di Pcp.

Il proponente

«La finalità del testo legislativo è quello di compensare gli svantaggi strutturali propri del territorio della Valle d’Aosta – ha sottolineato in aula il proponente Stefano Aggravi – attraverso l’istituzione di zone produttive speciali (Zps), per il sostegno e lo sviluppo di attività produttive ubicate in zone strutturalmente svantaggiate del territorio regionale, e zone franche montane (Zfm). In queste zone, l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative e di quelle che si insedieranno può beneficiare di speciali condizioni (esenzioni fiscali e contributive) in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d’impresa. L’onere derivante dall’applicazione della proposta di legge è quantificato forfetariamente in 30 milioni di euro annui in riduzione del contributo dovuto dalla Regione quale concorso al pagamento degli oneri del debito pubblico stabilito a decorrere dal 2022».

il presidente Testolin

«È un approccio serio: non vogliamo intervenire su tutto il territorio, perché alcune località hanno avuto uno sviluppo fortunatamente importante da un punto di vista socioeconomico, mentre altre hanno delle difficoltà e occorre dare loro un sostegno, che non può essere protratto per sempre ma deve innescare dei percorsi virtuosi di crescita. Questo provvedimento può e deve anche fungere da sensibilizzatore dell’opinione pubblica perché ci deve essere di nuovo una coscienza collettiva di autogoverno: quello ipotizzato e proposto è un approccio già sancito dall’Unione europea per le zone agricole e che noi vorremmo estendere a quelle di montagna per aumentare le opportunità di incentivo e di sostegno. Continueremo anche a seguire l’iter della norma di attuazione per riuscire a portare a casa un’opportunità che potrà solo fare bene a tutta la comunità» ha detto il presidente della Regione Renzo Testolin che ha ricordato che «la proposta di legge e la norma di attuazione sono percorsi paralleli ma non in contrapposizione».

(re.aostanews.it)

 

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