VdA Aperta: «su 2 miliardi di bilancio la VdA non trova 10 mila euro contro le discriminazioni»
Raimondo Donzel, Patrizia Pradelli e Alexandre Glarey
Politica
di Danila Chenal  
il 10/12/2024

VdA Aperta: «su 2 miliardi di bilancio la VdA non trova 10 mila euro contro le discriminazioni»

Annuncia un emendamento che «sarà presentato durante il Consiglio finalizzato all’approvazione del bilancio regionale per tutelare, attraverso una nuova legge, i diritti civili di tutti»

VdA Aperta: «su 2 miliardi di bilancio la VdA non trova 10 mila euro contro le discriminazioni». Il movimento civico Valle d’Aosta Aperta punta il dito contro il governo regionale che «non investe  per finanziare le urgenti iniziative contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere».

Annuncia un emendamento che «sarà presentato durante il Consiglio finalizzato all’approvazione del bilancio regionale per tutelare, attraverso una nuova legge, i diritti civili di tutti».

La proposta di legge langue

Così i civici in un comunicato: «Il provvedimento legislativo si fermò nei cassetti del Consiglio regionale già nella precedente legislatura, subito dopo il deposito dell’allora Consigliera di Adu VdA Daria Pulz, in collaborazione con le associazioni della società civile e con il parere favorevole unanime del Cpel, per via dei quattro avvisi di garanzia che fecero cadere il governo regionale».

Il testo era poi stato ripresentato – prosegue la nota -, durante la legislatura in corso, dalla consigliera Erika Guichardaz di Valle d’Aosta Aperta sempre allo scopo di creare sensibilità nell’opinione pubblica, in particolare presso i giovani, in vista dell’accoglienza dell’unicità di ciascuna persona.Fatti di cronaca, notizie di insulti e aggressioni che avvengono in vari contesti ci raccontano di un clima difficile e ostile per le persone omosessuali, bisessuali e transessuali».

Per VdA Aperta «molto sentita anche in Valle d’Aosta è la necessità di aprire una casa d’accoglienza per chi viene allontanato, spesso dalla propria famiglia, per motivi legati alla sua identità di genere e orientamento sessuale. Di fronte a questo allarmante quadro, il governo regionale nega il finanziamento, già assai limitato, per una legge che da oltre cinque anni attende di essere sottoposta all’iter della V Commissione consiliare,da tempo presieduta da Andrea Padovani e Antonino Malacrinò del Pd».

Il movimento annuncia un emendamento che «sarà presentato durante il Consiglio finalizzato all’approvazione del bilancio regionale.Chissà se finalmente usciranno 10.000 euro per tutelare, attraverso una nuova legge, i diritti civili delle cittadine e dei cittadini valdostani».

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