Riforma del Comparto unico, Fp-Pd: «Basta bugie e false speranze sulle pensioni»
Il consigliere regionale Paolo Cretier
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 27/03/2025

Riforma del Comparto unico, Fp-Pd: «Basta bugie e false speranze sulle pensioni»

Precisa il gruppo la legge approvata in Consiglio regionale recepisce una norma nazionale in materia previdenziale - pensione a 67 e a 70 anni -, un ambito che è di competenza esclusiva dello Stato

Riforma del Comparto unico, Fp-Pd: «Basta bugie sui pensionamenti posticipati».  In sintesi dal 1° gennaio 2025, il pensionamento potrà avvenire esclusivamente al compimento dei 67 anni, salvo dimissioni volontarie del lavoratore. Una scelta, quest’ultima, che comporta penalizzazioni sul trattamento pensionistico. Il trattenimento in servizio fino ai 70 anni sarà possibile solo con il consenso del lavoratore e per motivate esigenze organizzative, come previsto dalla nuova legge statale.

Lo stigma

«In queste ore assistiamo a una campagna politica tanto scomposta quanto strumentale, in cui alcune forze presenti in Consiglio regionale – con toni indignati e accuse infondate – cercano di attribuire alla maggioranza regionale responsabilità che non ci appartengono».

Lo dichiara il gruppo Federalisti Progressisti – Partito democratico all’indomani dell’approvazione del disegno di legge che contiene disposizioni per lo sviluppo organizzativo degli enti del comparto unico.

«È necessario fare chiarezza – aggiungono i consiglieri di Fp-Pd -: la legge approvata ieri in Consiglio regionale recepisce una norma nazionale in materia previdenziale, un ambito che come ha ribadito anche la Fp Cgil Valle d’Aosta nel suo comunicato è di competenza esclusiva dello Stato, come previsto dall’articolo 117 della Costituzione. Chi oggi lascia intendere che la Regione avrebbe potuto fare scelte diverse, sta alimentando false speranze, sapendo bene che la nostra autonomia non consente di modificare le regole nazionali di accesso alla pensione. Questo atteggiamento è politicamente scorretto e profondamente disonesto verso i cittadini».

E proseguono: «È ancora più paradossale che a lanciare queste accuse siano anche forze che non fanno nemmeno riferimento ai partiti nazionali di destra responsabili della riforma. Recentemente, alcuni partiti sono stati definiti “populisti e quaquaraquà”: sono forze politiche che proliferano anche in Valle d’Aosta mistificando la realtà e illudendo le persone con promesse che sanno di non poter mantenere. Chi oggi finge di non sapere che la Valle d’Aosta non può legiferare in materia previdenziale rientra in pieno in quella definizione».

Il gruppo Fp-Pd Valle d’Aosta continuerà «a dire la verità, a lavorare con serietà e a difendere i diritti dei lavoratori con gli strumenti reali a disposizione: rafforzare i servizi, costruire tutele locali, promuovere il dialogo sociale, e al tempo stesso denunciare con chiarezza le vere responsabilità, che sono a Roma e non ad Aosta».

(re.aostanews.it)

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