Sciopero dei metalmeccanici: in Valle d’Aosta due ore a fine turno fino a venerdì 18
L'approdo del corteo in piazza Chanoux il 28 marzo scorso
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 15/04/2025

Sciopero dei metalmeccanici: in Valle d’Aosta due ore a fine turno fino a venerdì 18

Riprende anche per aprile la mobilitazione dei metalmeccanici, che chiedono a gran voce la ripresa delle trattative per arrivare al rinnovo del contratto nazionale del lavoro

È cominciata oggi, martedì 15 aprile, e andrà avanti fino a venerdì 18, la tornata di aprile dello sciopero dei metalmeccanici che continuano a protestare per il mancato rinnovo del contratto nazionale.

Proclamato a livello nazionale da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, lo sciopero nella nostra regione si concretizzerà in 8 ore di astensione dal lavoro, divise in due ore a fine turno per quattro giornate.

Sciopero dei metalmeccanici trattativa sempre interrotta

Come già annunciato in occasione dello sciopero del 28 marzo, Fiom, Fim e Uilm non intendono abbandonare la via della mobilitazione finché non riprenderà la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, bruscamente interrotta da Finmeccanica e Assistal.

«All’incapacità di Federmeccanica e Assistal rispondiamo così, con uno sciopero a schiacchiera – spiegano le sigle sindacali nel volantino che presenta l’iniziativa -. In tutte le aziende metalmeccaniche della Valle d’Aosta faremo due ore di sciopero alla fine di ogni turno, compreso il turno centrale. Permane il blocco della flessibilità e sciopero di tutti gli straordinari».

I sindacati ribadiscono il concetto.

«Lo avevamo detto che se non fossimo stati ascoltati avremmo continuato con lo sciopero e così è».

Graziola: «Bisogna riprendere la trattativa»

Entra ancora più nei dettagli il segretario della Fiom Cgil VdA, Fabrizio Graziola.

«Le motivazioni sono sempre le stesse, inutile girarci intorno, bisogna riprendere assolutamente la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale – tuona Graziola -. A stamattina, da parte di Federmeccanica e Assistal non c’è alcuna intenzione di trattare».

Le due associazioni, ancora nei giorni scorsi, «hanno inviato nuovamente una documentazione che è sostanzialmente una piattaforma completamente diversa dalla nostra – continua Graziola -. Bisogna sedersi al tavolo e mettere giù le carte. Sappiamo che qualche grande azienda si sta muovendo, vedremo se servirà a qualcosa».

Sciopero: i sindacati nazionali ci vanno giù duro

Ci vanno giù duro, a livello nazionale, i sindacati che promuovono la mobilitazione.

«Federmeccanica e Assistal, con le loro dichiarazioni, hanno svilito il valore e la compattezza dei metalmeccanici, sminuendo provocatoriamente l’ampia partecipazione agli scioperi svolti finora, come quello del 28 marzo scorso – si legge nel comunicato di Fiom, Fim e Uilm -. Mai si era vista prima una simile provocazione insieme a un maldestro tentativo delle controparti di scaricare sul sindacato la rottura delle trattative. I fatti dicono altro: scioperi, manifestazioni e cortei hanno svuotato le fabbriche e riempito le piazze di lavoratrici e lavoratori in lotta per aumentare il salario, contrastare la precarietà, ridurre gli orari, estendere i diritti a partire da quello di lavorare in sicurezza».

La soluzione appare una sola.

«Senza contratto si continua a scioperare – sottolineano ancora le sigle sindacali -. Nel mese di aprile sono state proclamate altre 8 ore di sciopero da articolare nelle aziende e con il blocco dello straordinario e delle flessibilità, per dare la maggiore efficacia possibile alla mobilitazione in tutte le aziende».

E poi concludono.

«È importante rinnovare il Ccnl in tempi rapidi per rispondere alla questione salariale, che pesa come un macigno sulle lavoratrici e sui lavoratori italiani, sulla stessa categoria dei metalmeccanici, e allo stesso tempo estendere i diritti per non subire la crisi e il rischio di una nuova ondata recessiva – spiegano ancora -. Con la piattaforma di rinnovo, i metalmeccanici hanno condiviso rivendicazioni salariali e normative per rinnovare un contratto che rafforzi le tutele dei lavoratori e dell’intero settore».

(al.bi.)

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