Roma, Jovanotti presenta il ‘Jova Giro’ in bici con Gualtieri
Roma, 23 apr. (askanews) – Roma, Circo Massimo, come punto di partenza e di ritorno. Due giornate al Circo Massimo dove “Jova al Massimo”, il 12 e 13 settembre prossimi, concluderà il suo grande tour 2026. E oggi, in Campidoglio, il lancio con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri del ‘Jova Giro’: un percorso da 2mila chilometri in bici, con partenza il 9 agosto mattina sempre da Roma, con il quale l’artista si sposterà con un gruppo di amici, ciclisti e non, tra i diversi concerti del tour. “Con i social possiamo portare tanta gente con noi, puntiamo a fare notizia a agosto quando i media si svuotano”.
“Siamo contenti che Lorenzo abbia scelto Roma, ‘ombelico del mondo’, per questi importanti eventi e il Campidoglio per presentarli – ha detto il sindaco Gualtieri, citando una famosa canzone dell’artista -. Uno straordinario artista, poeta e musicista che ha fatto a Roma concerti memorabili. Stiamo investendo a Roma sulla ciclabilità, sfidando qualche polemica, per cui ci piace questo tour in bici che attraversa Roma. D’altronde tutte le strade portano a Roma”, ha commentato il sindaco.
Jovanotti ha raccontato le origini del tour in bici: “quando abbiamo visto il calendario abbiamo visto che ci esibivamo solo di sabato e domenica e sempre al sud, e quindi, invece di tornare a casa tra una data e l’altra, abbiamo pensato di raccontare questa bella storia, anche con i social network. Un allenamento che mi permetterà di arrivare carico ai concerti, e di raccontare un nuovo turismo lento che sta crescendo, su cui i Comuni le Regioni investono molto”. Il 9 agosto mattina il Jova Giro partirà dal Circo Massimo, “dopo 3 giorno raggiungeremo Pescara e Monte Silvano, poi ripartiamo verso il Gargano, con Padre Pio che ci darà la benedizione e di lì andiamo a Barletta. Poi arriviamo a Catanzaro con una tappa con tanta salita. Da Catanzaro a Palermo saranno quasi 500 chilometri ma tutti in piano. Poi traghettiamo verso Napoi e da Napoli torniamo il 9 settembre a Roma, dove il 12 e 13 al Circo Massimo, dal primo pomeriggio, animeremo quello spazio unico. Più o meno in tutto saranno duemila chilometri. Jovanotti ha anticipato che delle date romane vuole fare degli eventi dedicati alla città: “Venire qui a festeggiare qui i miei sessant’anni, un po’ in anticipo, è un grande regalo. Vorrei che queste sere fossero proprio serate romane, ho tanti amici qui che vorrei partecipassero a queste serate. I nomi? Non li anticipo: tutti quelli che state pensando vanno tutti bene – ha scherzato -. Sono cose che stanno tutte nella mia testa, gli voglio telefonare prima e chiederglielo per bene”.
Il tour 2026 “parte da Roma e tornare a Roma percorrendo il Sud. Un Sud che – ha sottolineato Jovanotti – che è una risorsa: ci sono le università, l’agricoltura biologica, l’informatica, che si sviluppano, è pieno di startup”. “L’Europa non può fare a meno del Sud – ha sostenuto Jovanotti -. Quando pensiamo all’Europa pensiamo alla Germania, anche per la sua ricchezza, ma per noi è il Mediterraneo e, come dicono gli americani, uso il mio soft power per raccontarlo, per promuoverlo”. Jovanotti si è soffermato a lungo sulle sue origini romane: “Io e il sindaco siamo nati nello stesso anno. Sono vissuto a Roma fino a 19 anni e invecchiando ho il rammarico di non aver fatto di questa mia romanità un asset delle mie canzoni. Penso a Venditti – penso a Bologna per Dalla. Poi – ha aggiunto -, passa il tempo e più Roma si svuota dal punto di vista familiare e più si rafforza un sentimento, che è nostalgia ma non solo. Roma è il luogo in cui ho fatto le scuole mi sono innamorato della musica – ha ricordato ancora -, con la fortuna di nascere a Porta Cavalleggeri, e il Vaticano dove andavo a trovare mio babbo che ci lavorava. La mia Roma, quella degli anni Settanta, di quando ero un bambino libero, che andava a scuola a piedi fin dalle elementari. E nessuno mi ha mai detto ‘sta attento’”. A chi gli chiedeva come avesse trovato Roma più di recente: “è una grande città, ragazzi: una città con tutti questi abitanti è una città con tutti i problemi delle grandi città, però c’è anche una bellezza che è unica al mondo. Ho portato di recente un grande produttore in giro a Roma di notte e di giorno, lui era impazzito: sembrava gli avessi dato una allucinogeno. Altri amici della Silicon Valley che hanno fatto un giro, la prima cosa che hanno pensato è ‘compriamo la casa’, poi, di comprare un gelato. E mi fa piacere quando presento Roma a qualcuno che gli faccia questo effetto”.
