Stop all’invasione di cibo straniero: protesta di 10 mila agricoltori al Brennero
Protesta al confine dell'esercito di agricoltori aderenti a Coldiretti. Nutrita la partecipazione valdostana
La delegazione valdostana di Coldiretti
Nuova protesta di Coldiretti. Anche i rappresentanti della Valle d’Aosta, insieme ad altri 10 mila agricoltori provenienti da tutta Italia, sono arrivati al Brennero per la mobilitazione che ha come obiettivo la modifica del codice doganale e per la difesa di agricoltori e consumatori.
Una nutrita delegazione valdostana di agricoltori, giovani imprenditori e dirigenti, tra cui il presidente regionale Alessia Gontier e il direttore Elio Gasco, non hanno voluto far mancare il loro supporto per difendere la salute dei cittadini e il reddito delle imprese dall’invasione di cibo straniero che spesso finisce sulle tavole spacciato come italiano.
Coldiretti VdA: fermare l’invasione silenziosa ![]()
L’imperativo è quello di fermare l’invasione “silenziosa” che soffoca il made in italy. “Ogni giorno passano dal Brennero migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri che, in assenza di adeguata trasparenza, alimentano inganni commerciali, rischi sanitari e danni economici alle imprese agricole – si legge in un anota -. Questi fenomeni schiacciano prezzi, redditi e margini di export, in un momento già difficile”.
La mobilitazione è sostenuta dalla campagna #nofakeinitaly sui canali social ufficiali di Coldiretti.
“Gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma sull’ultima trasformazione sostanziale nel vigente codice doganale – spiegano Alessia Gontier e Elio Gasco, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Valle d’Aosta -. Si valorizzerebbe maggiormente il vero prodotto italiano e di conseguenza anche quello valdostano. La battaglia per l’origine è da sempre una priorità di Coldiretti, che pochi giorni fa ha ottenuto un risultato storico con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla Legge Caselli, dopo oltre un decennio di impegno. Servono accordi chiari e trasparenti che valorizzino i veri prodotti agricoli e a difesa del lavoro delle imprese, serve un’etichetta di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa e la riforma dell’attuale codice doganale”.
(re.aostanews.it)

