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di admin Administrator  
il 06/06/2026

Aerei, Iata: Africa e Medio Oriente tra le aree più strategiche al mondo

Rio de Janeiro, 6 giu. (askanews) – Africa e Medio Oriente restano tra le aree più strategiche per il trasporto aereo mondiale, grazie alla loro posizione geografica e al ruolo di collegamento tra Europa, Asia e Africa. Nonostante le recenti tensioni geopolitiche, le prospettive di crescita del settore continuano a essere positive nel lungo periodo. Lo evidenzia la Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo nel briefing regionale presentato in occasione dell’82esima Assemblea generale annuale in corso a Rio de Janeiro.

Secondo le stime, ha spiegato durante il briefing Kamil Alawadhi, vice presidente Iata per Africa e Medio Oriente, tra il 2024 e il 2050 il traffico passeggeri in Africa crescerà mediamente del 3,6% all’anno, il secondo tasso più elevato al mondo dopo l’Asia-Pacifico, mentre il Medio Oriente registrerà una crescita media del 3,1% annuo. A sostenere questa espansione saranno soprattutto la crescita demografica, il miglioramento della connettività e lo sviluppo economico dei mercati emergenti.

L’andamento del 2026 è stato tuttavia fortemente influenzato dalla guerra in Medio Oriente. Ad aprile la domanda di traffico aereo delle compagnie della regione è diminuita del 46,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre i vettori africani hanno mantenuto una crescita del 2,8%, pur registrando un netto rallentamento rispetto al +18,5% di marzo.

Il conflitto ha avuto un impatto diretto sulle operazioni aeree regionali. Dieci spazi aerei sono stati interessati da restrizioni e chiusure, costringendo le compagnie a deviazioni di rotta e modifiche operative. Parallelamente, il prezzo del carburante per aerei ha raggiunto un picco di 218 dollari al barile, con livelli record di volatilità e costi aggiuntivi per i vettori. La domanda si è inoltre spostata dai tradizionali hub mediorientali verso altre aree, mentre molte compagnie hanno ridotto capacità e frequenze per contenere i costi.

Nonostante queste difficoltà, la Iata sottolinea la notevole resilienza mostrata dai Paesi del Golfo. Il coordinamento tra governi, compagnie aeree e fornitori di servizi di navigazione ha consentito una rapida riorganizzazione delle operazioni, garantendo continuità ai collegamenti passeggeri e cargo. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Oman hanno svolto un ruolo chiave nella gestione delle deviazioni e nel mantenimento della connettività regionale.

Sul fronte africano, invece, le maggiori sfide restano di natura strutturale. Pur registrando miglioramenti negli indicatori di sicurezza, il continente continua a presentare performance inferiori alla media globale. Nel 2025 sono stati registrati sette incidenti aerei e persistono ritardi nell’attuazione degli standard internazionali dell’Icao (International civil association organization) e nella pubblicazione dei rapporti investigativi sugli incidenti.

Le compagnie africane, ha rimarcato Alawadhi, operano inoltre in uno degli ambienti più onerosi del mondo. I costi unitari risultano circa doppi rispetto alla media globale, il carburante costa mediamente il 17% in più rispetto al resto del mondo e rappresenta fino al 40% delle spese operative. A ciò si aggiungono una fiscalità elevata, infrastrutture ancora insufficienti e mercati nazionali frammentati che limitano le economie di scala.

Tra le principali criticità condivise da Africa e Medio Oriente figura anche il problema dei fondi bloccati. Secondo la Iata, nelle due regioni risultano congelati circa 685 milioni di dollari di ricavi delle compagnie aeree, pari al 98% del totale mondiale, a causa di restrizioni valutarie e ostacoli normativi che rendono difficile il rimpatrio degli incassi. I paesi che ‘vantano’ il maggior ammontare di crediti bloccati sono Algeria e Libano, rispettivamente con 160 e 139 milioni di dollari.

Non mancano tuttavia segnali incoraggianti. Diversi Paesi africani stanno ampliando l’accesso senza visto ai cittadini del continente per favorire la mobilità regionale. Sul fronte infrastrutturale procedono importanti investimenti, tra cui il nuovo aeroporto internazionale di Bishoftu in Etiopia e l’espansione dello scalo Mohammed V di Casablanca in Marocco.

La sostenibilità rappresenta inoltre una delle maggiori opportunità di sviluppo. La Iata stima che l’Africa subsahariana possa fornire fino a 106 milioni di tonnellate di materie prime per la produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) entro il 2050, creando occupazione, investimenti e maggiore sicurezza energetica. Il continente potrebbe inoltre beneficiare in modo significativo dei mercati internazionali del carbonio attraverso il sistema CORSIA.

Per il Medio Oriente le priorità riguardano il rafforzamento delle capacità regolatorie, il sostegno ai Paesi che stanno uscendo da conflitti o periodi di instabilità, come Iraq, Siria, Yemen e Libia, e una maggiore armonizzazione normativa a livello regionale. La Iata invita inoltre i governi ad adottare regole equilibrate sulla tutela dei passeggeri, evitando sistemi di compensazione considerati eccessivamente onerosi per le compagnie aeree.

Nel complesso, il quadro delineato dall’associazione evidenzia due realtà differenti ma complementari: un Medio Oriente che ha dimostrato elevata capacità di adattamento di fronte alla crisi e un’Africa caratterizzata da un enorme potenziale ancora inespresso. Per entrambe le regioni, conclude la Iata, la crescita futura dipenderà dalla capacità dei governi di rafforzare la sicurezza, migliorare il quadro regolatorio, favorire gli investimenti e riconoscere il trasporto aereo come leva strategica per lo sviluppo economico, il commercio e l’integrazione regionale.

[Per la prima tasso medio crescita al 2050 +3,6%. Per il M.O. +3,1%|PN_20260606_00081|sp26||06/06/2026 20:37:49|Aerei, Iata: Africa e Medio Oriente tra le aree più strategiche al mondo|Aerei|Economia, Sistema Trasporti]