Cesare Cremonini infiamma il Circo Massimo: “Presto un disco rock’n’roll”
Roma, 7 giu. (askanews) – Cesare Cremonini fa il “pieno” al Circo Massimo di Roma, con una doppia data da tutto esaurito. Annuncia l’uscita di un album, entro la fine dell’anno, un disco che definisce “di rottura”, e che segnerà la fine dei live nelle grandi location. “Basta lustrini. Questi sono gli ultimi 5 concerti dai grandi numeri”, dice l’artista bolognese, che ieri sera ha infiammato la splendida location nel cuore della Capitale. Parla a ruota libera con la stampa per raccontare il suo nuovo progetto, e come il sassofono, uno strumento che ha imparato in pochi mesi, è stato il suo medicinale per la rinascita dopo un periodo difficile.
“Sono qua per annunciarvi che ho pronto un album, che ho realizzato in questo periodo, un album molto importante che uscirà entro la fine dell’anno – racconta Cremonini -. È un album particolarissimo per me. Non mi era mai successo di interrompere una ruota, segnata da tour, album, pausa, nuovo album, nuovo tour. La vita mi ha portato a vivere qualcosa di profondamente segnante, e la musica mi è venuta in soccorso (o forse sono andato io verso di lei) e ho fatto un disco in quattro mesi”. “Il nuovo album interrompe un percorso in cui i numeri sono diventati quasi un’ossessione”. L’artista bolognese, infatti, annuncia che “il prossimo disco non mi porterà negli stadi”. “Non farò un tour musica e voce”, assicura. “Un disco rock and roll, inciso in uno studio di Londra, un disco molto potente. Dove vorrei che fosse la prima data per presentare il progetto? A Londra, dove tutto è nato”.
Delle due date al Circo Massimo, Cremonini sottolinea: “E’ una location speciale. Per me è la prima volta e questo palco mi ha dato subito calma, tranquillità e sicurezza”. “Mi sento fortunato – ha aggiunto – è un momento molto fortunato e speciale della mia carriera. Non credo sia facile fare concerti in spazi come questi”. “Arrivo in un luogo che rappresenta un punto di arrivo nei sogni: poter portare la musica cantautoriale, autobiografica, direi quasi bolognese, con una sensibilità un po’ indie (da cameretta) ma con una performance e una attenzione verso il palco che rappresenta una passione molto grande”. L’artista è chiaro: “Questo concerto rappresenta un punto a capo per me”.
Poi la passione per il sax. E come questo sia diventato il farmaco per uscire da un periodo delicato. “Mi sono appassionato al sax, che mi ha trascinato a scrivere un certo tipo di musica che non c’entra con gli stadi. Voglio che la musica torni a comandare”. “Lo studio del sassofono – prosegue – mi ha soccorso in un momento complesso e delicatissimo della mia vita privata. Pensavo che mi ‘rubasse’ il tempo della scrittura, invece è stato proprio il contrario. Mi ha rubato, lo studio del sax, la parte autodistruttiva, e ho invece iniziato a produrre come non mi capitava da un po’ di tempo”.
E proprio quel sax che lo ha aiutato a superare un momento difficile, Cremonini lo alza al cielo durante il concerto. “Lo faccio per comunicare al mio pubblico che per me ha un significato. Vorrei che si capisse che è per me una sfida, non solo per dire quanto è bello è il sassofono”.
Non si sente da solo, in questa ricerca per “annegare il dolore in un’opera”. “Tutti gli artisti lo fanno”, dice. “L’autodistruzione è una forma psicologica talmente diffusa che non mi sento a disagio a parlarne. Ma è una cosa che riguarda tutti gli artisti: tutti annegano il dolore in un’opera. E io faccio soltanto il mio lavoro”.
Punta il dito, l’artista, a quella società (e al mercato) che spinge i ragazzi e gli artisti emergenti alla ricerca del successo dovuto ai grandi numeri dei live. “Sento che c’è un po’ di tensione nei ragazzi, nell’idea che qualcuno, le nuove leve dell’imprenditoria live cerca di spingere a un percorso omologato, come a dire ‘Prima fai gli stadi e prima emergerai’. Ma non è così. Torniamo al concetto del “Less is more” (meno è più)”.
Intanto ieri sera è partito il Cremonini Live26. Due serate nella Capitale segnano l’inizio del nuovo viaggio che nelle prossime settimane attraverserà l’Italia passando per alcuni degli spazi più maestosi mai affrontati nella sua carriera: dal Circo Massimo (si replica questa sera) all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano (10 giugno), dalla nuova area all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena di Imola (13 giugno) per chiudere alla Visarno Arena di Firenze (17 giugno). Quasi 1 milione di spettatori, in meno di un anno, e oltre 350 mila persone attese da tutta Italia per questi sei concerti.
Sul palco l’artista presenta vecchi e nuovi successi, in un alternarsi tra sassofono, fisarmonica, pianoforte e chitarra, accompagnato da una band che cresce insieme alla sua visione artistica, sempre più ambiziosa e internazionale e con una scaletta costruita come celebrazione di un percorso artistico e performativo unico nel panorama italiano. “Una scaletta che cambia per ogni serata – spiega – perché anche la vita cambia giorno dopo giorno”.
Il concerto del 6 giugno al Circo Massimo diventa anche un grande evento televisivo che sarà trasmesso a settembre in prima serata su Rai1. Una location d’eccezione, con una passerella di oltre 100 metri protesa verso il parterre; quattro torri luminose alte 22 metri ciascuna dal peso di 25 tonnellate; oltre 200 metri quadrati di video ed effetti speciali pensati per creare un’esperienza immersiva e inedita. Accanto a Cremonini, sul palco alcuni ospiti d’eccezione: Lorenzo Jovanotti, Elisa e Luca Carboni.
CREMONINI LIVE26 – LE DATE: 6 giugno Roma, Circo Massimo (SOLD OUT) 7 giugno Roma, Circo Massimo 10 giugno Milano, Ippodromo SNAI La Maura 13 giugno Imola, Autodromo Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (SOLD OUT) 17 giugno Firenze, Visarno Arena

