Iran, scoppia caso basi italiane. Rutte rivela: 500 voli. Ma Difesa smentisce
Roma, 24 giu. (askanews) – Una rivelazione del segretario della Nato Mark Rutte scatena la polemica politica sull’uso delle basi italiane durante l’operazione statunitense ‘Epic Fury’ contro l’Iran, con le opposizioni che chiedono alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di chiarire in aula, e il Ministero della Difesa che interviene per smentirlo e spiegare che tutto si è svolto nel rispetto delle “procedure previste dagli accordi esistenti”.
Secondo quanto dichiarato dal capo dell’Alleanza atlantica in una intervista a Fox news, infatti, l’Italia avrebbe svolto un ruolo “massiccio” nel supporto alla missione bellica guidata dagli Stati Uniti. Rutte ha citato cifre precise: sarebbero almeno “500 i voli militari americani decollati dal territorio italiano” per sostenere l’offensiva.
Affermazioni che hanno poi portato a una secca presa di posizione del Ministero di Guido Crosetto che, in una nota ufficiale, ha respinto la ricostruzione, definendola “totalmente fallace” e frutto di una “confusione sulla tipologia dei voli autorizzati”. La Difesa ha dunque ribadito che l’Italia ha concesso esclusivamente l’uso delle basi per attività “tecniche e logistiche”, vietando categoricamente qualsiasi azione “cinetica” (ovvero di combattimento diretto). “L’Italia non ha concesso l’autorizzazione” laddove le richieste uscivano dal perimetro dei trattati vigenti, ha precisato il Ministero, esprimendo sorpresa per le dichiarazioni del segretario della Nato. “Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno”, si sottolinea.
Già prima della nota della Difesa, le opposizioni hanno però accusato la premier di aver mentito al Paese e al Parlamento. Il leader del M5s, Giuseppe Conte, ha parlato del crollo delle “favolette del governo”, definendo quella in Iran una “guerra illegittima” in cui Netanyahu avrebbe trascinato Trump, con gravi danni per l’economia nazionale. Conte ha incalzato Meloni, ricordando le sue recenti dichiarazioni di equidistanza (“non condanno né condivido”) e ironizzando: “Se avesse condiviso, di voli ne sarebbero partiti 5.000?”.
Sulla stessa linea il responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano che ha chiesto un chiarimento immediato rispetto alle affermazioni di Rutte che, ha sottolineato, confermano “le preoccupazioni che avevamo manifestato in Parlamento, ricevendo vaghe rassicurazioni dal Governo”. Angelo Bonelli di Avs, a sua volta, ha ipotizzato che i recenti scambi di accuse tra Meloni e Trump siano stati solo una “sceneggiata” per coprire il reale sostegno militare garantito agli aerei Usa e ha annunciato la presentazione di una interrogazione al governo, chiedendo che vengano forniti elenco e date dei decolli degli aerei Usa. A chiedere “chiarezza al governo” è anche Nicola Fratoianni. “O hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore. Si tratta di una vicenda gravissima qualunque sia la versione veritiera”, ha dichiarato.
Dopo la smentita del ministero della Difesa, tuttavia, la maggioranza accusa le opposizioni di “strumentalizzazioni”. “Nessuna autorizzazione è stata concessa per attività offensive o cinetiche. Del resto, da giorni il presidente Trump – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami – ha rivolto critiche al presidente Meloni proprio perché l’Italia non ha consentito un utilizzo delle basi diverso da quello previsto dagli accordi e dalle autorizzazioni vigenti. Troviamo singolare che le opposizioni, capitanate dal pifferaio del popolo Conte, scelgano di attribuire al Governo responsabilità che non esistono, ignorando i chiarimenti ufficiali e alimentando una narrazione utile solo alla propaganda”.
