Saint-Vincent: dibattito acceso in Consiglio sul tema della sicurezza
Il consiglio di Saint-Vincent
comuni
di Fausto Vassoney  
il 24/06/2026

Saint-Vincent: dibattito acceso in Consiglio sul tema della sicurezza

Ampio spazio alle preoccupazioni legate all'ordine pubblico durante l'assemblea; ma l'Amministrazione non ritiene di dover assumere impegni formali

Saint-Vincent: dibattito acceso in Consiglio sul tema della sicurezza.

Ampio spazio alle preoccupazioni legate all’ordine pubblico durante l’assemblea; ma l’Amministrazione non ritiene di dover assumere impegni formali.

L’istanza della minoranza

Nei giorni scorsi la minoranza consiliare di Saint-Vincent Rialzati aveva chiesto al Comune l’indizione di un Consiglio straordinario per dibattere il tema del crescente clima di insicurezza che riguarderebbe alcune aree del paese, supportato da segnalazioni dei cittadini.

Il confronto si è quindi tenuto ieri, martedì 23 giugno, con ampio spazio alle posizioni di entrambi gli schieramenti e tanti spunti di riflessione alla presenza delle forze dell’ordine.

Al via il dibattito: le preoccupazioni della minoranza

Attraverso gli interventi delle consigliere Carmen Jacquemet e Beatrice Arditi, l’opposizione ha sottolineato che, pur non ritenendo la situazione di Saint-Vincent al livello delle grandi città d’Italia, si evidenziano segnalazioni di attività illecite legate a gruppi di ragazzi e adulti in paese.

Comportamenti molesti con urla, bestemmie, musica ad alto volume e consumo di sostanze ai giardini pubblici, ma anche transito a grande velocità con biciclette e monopattini, casi di spaccio nei dehors dei bar e risse: sono questi gli episodi portati all’attenzione del Consiglio.

Tra le problematiche messe in evidenza dalla minoranza, anche quella legata all’illuminazione pubblica, che non sarebbe sufficiente in zone come piazza Cavalieri di Vittorio Veneto e la scala a livello -2 del parcheggio e quella della videosorveglianza, assente in piazza Zerbion, nella piazzetta e nell’area del bar tennis.

«Se i cittadini non si sentono sicuri – ha precisato Arditi – vuol dire che il pericolo lo percepiscono e questo è già sufficiente per agire».

Nel corso del dibattito, sono intervenuti anche il capogruppo Corrado Zani, che ha insistito sul ritardo nel completamento di alcune opere pubbliche, e il consigliere Mauro Cometto, che ha invitato a non sottovalutare quanto accade in quelle che ha definito «zone grigie di Saint-Vincent».

Le repliche della maggioranza

Il sindaco Francesco Favre ha confermato la presenza di un «confronto costante con le forze dell’ordine», sottolineando di essere a conoscenza degli arresti e delle situazioni in corso.

Favre ha poi ribadito che Saint-Vincent è un paese sicuro, pur riconoscendo l’esistenza di episodi sporadici di spaccio, che ha definito «non riconducibili a una rete organizzata».

Il sindaco ha poi sottolineato la distinzione tra sicurezza effettiva e percezione della sicurezza, osservando che lavorare sulla seconda è parte integrante dell’impegno dell’Amministrazione, aggiungendo che, storicamente, la presenza del Casino e dei locali notturni ha sempre comportato un certo movimento e che questo contesto va tenuto presente nella valutazione della situazione.

Sul tema dell’illuminazione, ha confermato che sono stati aggiunti nuovi punti luce in diverse zone tra cui le fermate degli autobus e piazza Aosta, riconoscendo che il problema è reale ma che gli interventi richiedono tempo.

Spazio anche alle parole della vice sindaca Maura Susanna, che ha specificato come la Commissione consiliare sarebbe stata più consona per discutere queste problematiche, consentendo alle forze dell’ordine di intervenire.

Parola anche all’assessore alle Politiche giovanili Maurizio Castiglioni, che ha escluso l’esistenza di baby gang a Saint-Vincent e ha evidenziato che il dialogo costante con le istituzioni scolastiche.

«No» all’assunzione di impegni formali

Tra le richieste avanzate dalla minoranza, il potenziamento dell’illuminazione nelle zone più buie, l’istituzione di una Commissione dedicata e il riconoscimento che lo spaccio, pur non essendo un fenomeno nuovo, si stia normalizzando attraverso l’ostentazione.

In risposta, il sindaco Favre ha precisato di non voler assumere impegni formali sull’illuminazione in quella sede, ricordando che i lavori in quella direzione sono già in corso in quanto parte della programmazione amministrativa in essere e che, in assenza di fatti tangibili, non ritiene utile proseguire una discussione fondata esclusivamente sulle percezioni.

 

(re.aostanews)